. Vaccarino: "Su manovra confronto continuo col Governo: investimenti e crescita al primo posto"

Non serve una manovra finanziaria di galleggiamento, ma una legge di stabilità con un profilo marcatamente orientato a sostenere la crescita economica. E’ questa la richiesta della CNA Sardegna al Consiglio regionale durante il convegno dal titolo “Credito e il suo futuro per le micro imprese della Sardegna - Una strada stretta ma possibile” che si è tenuto oggi presso il Business Centre Aeroporto di Elmas e organizzato dall’associazione artigiana insieme ad Artigiancassa, presente il presidente nazionale CNA, Daniele Vaccarino. Al convegno hanno partecipato anche Raffaele Paci, assessore regionale alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Franco Sabatini, presidente della Commissione Programmazione, Bilancio, Politiche Europee in Consiglio Regionale, Francesco Simone, direttore generale Artigiancassa SPA. "CNA è impegnata  in un continuo confronto con le istituzioni per costruire un profilo della manovra economica che punti su investimenti, crescita, semplificazione e riqualificazione. I problemi delle imprese sono tanti, ma se dovessimo scegliere i più importanti dovremmo parlare di fisco, burocrazia e credito. Sui primi due siamo fortemente impegnati col Governo e a tale proposito abbiamo messo in piedi strumenti preziosi, come gli osservatorio dedicati, con dettagliati approfondimenti sulle differenze territoriali. Sul credito sono estremamente importanti e utili gli approfondimenti che sono stati fatti oggi nel corso del convegno, anche grazie al ruolo di Artigiancassa" ha detto Vaccarino.

“Le risorse aggiuntive a disposizione nella legge di stabilità per il 2019 devono essere impegnate per sostenere in maniera più efficace investimenti produttivi e promuovere nuove opportunità di lavoro per le imprese sarde” hanno spiegato il presidente Regionale della CNA Pierpaolo Piras e il segretario regionale Francesco Porcu, riferendosi al plafond di circa cento milioni di euro di risorse manovrabili di cui il consiglio regionale disporrebbe nell’esaminare la  prossima legge di stabilità e che l’associazione artigiana sostiene “debbano essere destinati ad un piano di investimenti finalizzato alla realizzazione delle tante opere di riassetto e messa in sicurezza del territorio che anche gli ultimi dolorosi eventi denunciano come sempre più necessarie e non rimandabili”.

Nel corso del convegno si è approfondito il tema del finanziamento bancario, che assume un’importanza cruciale in un contesto economico che fatica a sottrarsi ad una estenuante fase di congiuntura negativa. La difficoltà delle imprese, in particolare quelle medio piccole, impatta infatti sul fenomeno del credito deteriorato (sofferenze, inadempienze probabili o esposizioni scadute) che grava sulla tenuta del sistema e continua a mantenersi su livelli elevati, riflettendosi su un costo del finanziamento che in Sardegna è tra i più alti in Italia. Di contro, molte imprese, in particolare quelle più piccole, vedono peggiorare le condizioni di accesso al credito: secondo una recente indagine della CNA Sardegna, una impresa artigiana su 10, e di queste il 57% indica di aver ricevuto dalla banca una richiesta di rientro, anche se parziale, sui prestiti già in essere, mentre il 9% si è vista rifiutare la concessione di nuovi finanziamenti.

Drammatici i conti sul sistema bancario sardo: considetando sia il breve che il medio-lungo termine, a giugno 2018 il volume complessivo del credito è sceso a 10,2 miliardi di euro. In pratica, rispetto alla situazione di fine 2016, le imprese dell’Isola hanno visto la disponibilità di credito ridursi di oltre 1,8 miliardi di euro.

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