. Firmato il d.p.c.m. attuativo

La Legge di Bilancio per il 2017, ai commi da 166 a 178 dell’art. 1, ha introdotto l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica volontario (c.d. Ape volontario). A seguito del parere positivo (seppur con la richiesta di alcune modifiche) reso dal Consiglio di Stato, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il d.p.c.m. attuativo, che dovrebbe essere pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale. Di seguito, una breve panoramica dell’istituto.

Destinatari

L’Ape volontario può essere richiesto dai lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), dai lavoratori autonomi, nonché dagli iscritti alla c.d. gestione separata. Sono, invece, esclusi dal novero dei destinatari i liberi professionisti iscritti alle casse professionali. La misura è prevista in via sperimentale (retroattivamente) dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018. Secondo le stime del Governo la platea potenziale della misura è pari a 300.000 lavoratori nel 2017 e 115.000 lavoratori nel 2018.

Funzionamento

Si tratta di un prestito erogato da istituti di credito e garantito da imprese assicurative scelti tra quelli che aderiscono agli accordi quadro che verranno stipulati tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e, rispettivamente, Abi ed Ania.

Il prestito, erogato per dodici mensilità all’anno (per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia), viene restituito in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta effettuata direttamente dall’Inps all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima (260 rate). Completata la restituzione la pensione sarà corrisposta per intero, senza ulteriori riduzioni. E’ comunque prevista, a determinate condizioni, la possibilità di estinzione anticipata del prestito.

Come anticipato, il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza che tutela la banca per il debito residuo. A fronte di tale assicurazione, l’eventuale pensione ai superstiti non subirà decurtazioni e verrà corrisposta per intero.

L’importo massimo richiedibile varia a seconda della durata dell’anticipo richiesto.

E’, inoltre, previsto che l’importo della rata dell’Ape, sommata alle rate di ulteriori prestiti con durata superiore a quella dell'Ape stessa, non potrà comunque superare al 30% dell’importo della pensione, al netto dei debiti erariali e degli assegni divorzili.

Per conoscere il reale costo per il fruitore dell’Ape occorrerà attendere le convenzioni che verranno stipulate con Abi e Ania.

Requisiti

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere almeno 63 anni di età ed almeno 20 anni di contribuzione;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro il periodo massimo di tre anni e sette mesi (durata massima dell’Ape). La richiesta di Ape volontario non cristallizza il diritto all’accesso al trattamento pensionistico ed i relativi requisiti potranno, quindi, mutare durante il periodo di percezione dell’Ape. In tal caso, si potrà accedere ad un finanziamento supplementare, con un aumento della rata.
  • che l’importo della futura pensione mensile, al netto della rata trattenuta dall’Inps per la restituzione del prestito richiesto, sia pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria e, quindi, attualmente 702,65 euro;
  • che il beneficiario non sia titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità. Non è, invece, necessario che il soggetto che accede all’Ape volontario cessi l'attività lavorativa.

Trattamento Fiscale

Le somme erogate a titolo di prestito non concorrono a formare reddito. Il tasso di interesse sulle somme ricevute a titolo di Ape volontario e il premio assicurativo relativo all’assicurazione di copertura del rischio di premorienza saranno stabiliti dagli appositi accordi quadro stipulati con Abi ed Ania.

A fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza è riconosciuto al beneficiario un credito di imposta che non concorre alla formazione del reddito ed è riconosciuto dall'Inps sul trattamento pensionistico.

Domanda

Per ottenere l’Ape, l'interessato, anche per il tramite degli enti di patronato, deve presentare all'Inps domanda di certificazione del diritto e contestuale domanda di pensione di vecchiaia, che verrà liquidata al raggiungimento dei requisiti di legge. L’Ape volontario non può essere richiesto in caso di pensione anticipata.

La domanda di Ape e quella di pensione non sono revocabili, salvo il diritto di recesso di cui si dirà oltre.

Nella domanda il richiedente deve indicare sia l’istituto di credito a cui intende richiedere il prestito, che l’impresa assicurativa per la copertura del rischio di premorienza.

L’Inps, verificato il possesso dei requisiti di legge, certifica il diritto all’Ape e comunica al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile.

L’istituto di credito e l’impresa assicuratrice trasmetteranno all’Inps i contratti di prestito e di assicurazione, che saranno messi a disposizione del lavoratore.

In caso di rifiuto da parte dell’istituto di credito, la domanda di pensione decade ed è priva di effetti. Come anticipato, invece, ove il prestito venga autorizzato, al richiedente è concesso un termini di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso. Anche in questo caso, la domanda di pensione decade ed è priva di effetti.

Il contributo volontario (c.d. Ape aziendale)

Il ricorso all’Ape volontario ha, indubbiamente, riflessi sul trattamento pensionistico riconosciuto al lavoratore. Anzitutto, sulla pensione viene trattenuta la parte di ammortamento per la restituzione del prestito contratto. In secondo luogo, il lavoratore si troverà con un montante contributivo inferiore (dovuto al mancato versamento di contributi per il periodo più o meno lungo di godimento dell’Ape) che, con il sistema di calcolo contributivo, comporterà una riduzione dell’importo di pensione.

Per ovviare a tale ultima riduzione, la normativa in tema di Ape volontario prevede che i datori di lavoro (escluse le pubbliche amministrazioni), gli enti bilaterali ed i fondi di solidarietà bilaterali di cui agli 26 e 27, d.lgs. n. 148/15 (e, quindi, anche FSBA) possano, previo consenso del lavoratore, intervenire versando all’Inps, in un’unica soluzione, un contributo teso a produrre un aumento della pensione in grado di compensare in tutto o in parte gli oneri relativi alla concessione dell’Ape.

L’ammontare minimo del contributo è pari all’ammontare dei contributi volontari per ciascun anno o frazione di anno di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. In particolare, sarà pari all’aliquota di finanziamento, prevista per la contribuzione obbligatoria alla gestione pensionistica, applicata all’importo medio della retribuzione imponibile percepita nell’anno di contribuzione precedente la data della domanda.

Il contributo deve essere versato alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell’Ape volontario. Allo stesso si applicano le norme in materia di riscossione e di sanzioni previste per i contributi previdenziali obbligatori.

La possibilità per l’impresa (anche con l’intervento degli enti bilaterali e dei fondi di solidarietà bilaterali) di versare un contributo volontario per incentivare i lavoratori prossimi alla pensione a ricorrere all’Ape volontario, ha spinto alcuni commentatori a coniare per l’istituto il nome di Ape aziendale.

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