. Il Tribunale di Roma solleva la questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 26 luglio 2017, ha sollevato, innanzi alla Corte Costituzionale, la questione di legittimità, per contrasto con gli artt. 3, 4, 76 e 117 della Costituzione, di alcune disposizioni contenute nel d.lgs. n. 23/15 e nella l. n. 183/2014 (Jobs Act) riguardanti la quantificazione dell’indennità risarcitoria spettante al lavoratore in caso di accertata illegittimità del licenziamento.

In particolare, a parere del Tribunale di Roma, tale indennità non appare consistente ed adeguata e, pertanto, non si configura come compensativa per il lavoratore né, tanto meno, dissuasiva per il datore di lavoro.

Ulteriori criticità individuate dal Tribunale di Roma riguardano l’eliminazione di ogni valutazione discrezionale da parte della magistratura e la disparità che viene a crearsi tra i lavoratori. Secondo il Tribunale, infatti, l’imprenditore tenderà a risolvere i rapporti di lavoro in essere con i lavoratori soggetti alle tutele crescenti e non, invece, quelli che ricadono nell’ambito di tutela dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Infine, secondo il Tribunale di Roma, nonostante la legge delega preveda il rispetto della normativa comunitaria e delle convenzioni internazionali, risulterebbero violati l’art. 30 della Carta di Nizza, la Convenzione Oil n. 158/1992 e l’art. 24 della Carta Sociale Europea.

Area Tematica: