Cna Piemonte si appresta a festeggiare i suoi 40 anni di vita con un evento che si svolgerà domenica 25 settembre dalle ore 9,30 (accrediti a partire dalle 9) alle ore 13 al Museo dell’Automobile.

Nata a metà degli anni ‘70 per adeguare la propria organizzazione alla nascita delle Regioni in applicazione al dettato costituzionale, con i suoi 30 mila iscritti la Cna Piemonte è la terza organizzazione a livello nazionale, radicata in tutto il territorio piemontese con più di 80 sedi e 500 dipendenti.
Per evitare festeggiamenti del tutto celebrativi, la Cna piemontese ha deciso prima di tutto di affidare la ricostruzione dei suoi 40 anni di vita all’Ismel  (l’Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali) attraverso una ricerca guidata e scritta dal professor Stefano Musso in collaborazione con i ricercatori Silvia Inaudi, Cesare Panizza, Davide Tabor.

Il libro “40 anni di futuro. Artigianato e piccola impresa: storia e ruolo della Cna nel contesto economico, sociale e istituzionale piemontese”, edizioni del Capricorno,  verrà presentato nella prima parte dell’evento di domenica con un dibattito che vedrà il coinvolgimento dello storico Stefano Musso, del sociologo Daniele Marini, del vicedirettore de La Stampa Luca Ubaldeschi e del segretario regionale Filippo Provenzano.
La ricerca ricostruisce l’evoluzione del modello di rappresentanza della Cna che si è inserito dapprima in modo armonico nella realtà storica della prima Repubblica, che vedeva le organizzazioni datoriali e del lavoro muoversi in un ambito di collateralismo ai partiti politici, per poi approdare, dopo il 1989, ad un’autonomia totale e molto marcata specie in Piemonte.

Riprende i punti salienti della storia di un’organizzazione che ha cercato da sempre di ricomporre  la frattura del mondo associativo creatasi negli anni ‘50  promuovendo l’unitarietà fra le confederazioni artigiane prima, e poi l’alleanza con il mondo del commercio grazie alla creazione di Rete Imprese Italia per arrivare infine al Coordinamento delle Associazioni Imprenditoriali Piemontesi (tutte le sigle dall’agricoltura all’industria).
Questa esperienza di riaggregazione delle organizzazioni datoriali è molto avanzata  rispetto al resto d’Italia ed è di estremo interesse capire come uomini e donne caratterizzati da ispirazioni politiche molto diverse abbiano costantemente ricercato in questi anni un dialogo fra di loro  e, soprattutto, concordato un metodo unitario per porsi nei confronti degli interlocutori istituzionali.

L’esperienza di questi 40 anni serve, quindi,  oggi a interrogarsi sul futuro e in particolare confrontarsi con le istituzioni sul tema del rilancio del dialogo sociale.

Se è vero, come si evince da un articolo del sociologo Daniele Marini su La Stampa del 26 aprile scorso che il 74,7% degli italiani ripone la propria fiducia nei piccoli e medi imprenditori e il 21% nelle associazioni degli imprenditori appare per lo meno balzano il vezzo di insistere  sul tema della “disintermediazione” del mondo della rappresentanza e di considerare superato il metodo della concertazione.
Pertanto ai partecipanti alla seconda parte dell’evento la sindaca Chiara Appendino, il sociologo Daniele Marini, il presidente nazionale della Cna Daniele Vaccarino e il presidente regionale Fabrizio Actis – si chiederà di confrontarsi su questi temi: “C’è una crisi della rappresentanza sociale? Il fenomeno denunciato della disintermediazione si può leggere come una necessità della politica 2.0 oppure più banalmente come la ricerca di scorciatoie? Il dialogo sociale e la concertazione sono  pratiche inutili o, come dice la CNA, necessarie tanto più in epoca di crisi per cercare coesione e concordia e rendere più efficaci le politiche nella consapevolezza di minore disponibilità  di  risorse di un tempo?”

 

Programma in allegato