“Via l’Imu sui capannoni delle imprese e ci si concentri sul rilancio dell’ economia”. Così il Presidente della CNA Daniele Vaccarino a Torino, in occasione delle celebrazioni per i 70 anni della CNA Torino.

Alla manifestazione ha partecipato la Sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha annunciato un patto di legislatura con gli artigiani, da fare in tempi rapidi per l’ interesse della città.

“Ho la massima disponibilità a collaborare – ha detto Appendino – parlandoci possiamo trovare insieme le soluzioni più vantaggiose per la città. Creiamo in tempi rapidi lo strumento perché si possa fare al più presto un patto della Città con gli artigiani. Siamo consapevoli che le piccole realtà devono fare sistema con le grandi e noi istituzioni dobbiamo fare la nostra parte. Ho lavorato nell’impresa di famiglia – ha aggiunto la Sindaca – i problemi sono quotidiani, dobbiamo agire insieme, aziende e istituzioni, per affrontarli”. E fra le iniziative che verranno adottate dal Comune in favore delle imprese artigiane, Appendino cita anche “una doppia edizione di Cioccolatò il prossimo anno” e l’avvio del “Dossier Skills” per rilanciare i settori cardine dell’economia locale e favorire l’attrazione di nuovi investimenti produttivi dall’estero: riguarderà automotive, food, telecomunicazioni, aerospazio e biomedicale.

L’apertura al dialogo è stata recepita dal Presidente della CNA Torino, Nicola Scarlatelli, che si è detto pronto a lavorarci su sin dalla settimana successiva all’Assemblea. Che occorra ripartire dalle piccole imprese per rimettere in moto la locomotiva Italia lo hanno del resto sostenuto con forza sin dall’apertura dei lavori dell’Assemblea per il 70ennale della CNA Torino il Presidente nazionale Daniele Vaccarino, il professor Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Marco Leonardi, consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei ministri, intervenuti al dibattito.

“La nuova rivoluzione industriale – La grande sfida per le imprese tra riforme, saper fare e tecnologia”. Significativo è stato il messaggio del professor Micelli che ha di fatto orientato tutti gli interventi successivi: “Nel dibattito economico italiano degli ultimi venti anni si è poco o niente parlato della centralità dell’artigianato nel sistema economico italiano, sulla scia di una prassi economica imperante dettata dalle grandi multinazionali che ha fatto per molto tempo della manifattura l’ultimo gradino della costruzione del valore”.

Secondo Micelli, “oggi il saper fare è la vera benzina per lo sviluppo dell’economia”. Occorre dunque rivalutare la manifattura italiana consapevole e di qualità, il made in Italy di eccellenza che nasce sui territori, con l’accortezza di favorirne il salto tecnologico possibile attraverso l’incontro con strumenti quali la stampa 3D, i laser cut, i body scanner, i robot e altre forme di intelligenza artificiale. Tecnologie oggi disponibili sul mercato a costi molto bassi rispetto ad un tempo e che possono davvero rivoluzionare le imprese artigiane, dalle sartorie alle falegnamerie passando attraverso i pastifici.

Tre sono le sfide che attendono l’artigianato negli anni a venire e rispetto alle quali, secondo Micelli, potrà essere determinante il supporto della CNA: “Proiettare internazionalmente il Made in Italy usando l’ecommerce; ricongiungere nella formazione dei giovani sapere umanistico e sapere scientifico; far rientrare la manifattura dentro i perimetri urbani delle grandi città per mettere la produzione in contatto diretto con la gente e le nuove esperienze culturali”.

Su questo punto, il Presidente Vaccarino ha sottolineato come la definizione di “Industria 4.0” con la quale si indica quella quarta rivoluzione industriale che ci sta portando verso una produzione quasi integralmente basata su un utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad Internet, “è inappropriata e riduttiva”. Meglio sarebbe usare “Impresa 4.0” per includere l’artigianato e le Pmi. “Non si tratta di una polemica verso l’industria”, ha precisato Vaccarino. “Anzi, noi vorremmo che in Italia ci fossero molte più industrie, ma non è così, non ci sono, e occorre lavorare per le imprese che esistono, per farle crescere”. Le parole di Vaccarino sono state raccolte da Marco Leonardi che anche incalzato dal Segretario della CNA Torino Paolo Alberti ha evidenziato quanto il Governo stia facendo per favorire il trasferimento tecnologico verso artigiani e Pmi, definiti come “la vera sostanza del sistema imprenditoriale italiano”.

“Il Governo sta intervenendo con forti incentivi fiscali per l’acquisto di nuove dotazioni tecnologiche, tutte inserite nella Legge di bilancio per il 2017: il superammortamento, l’iperammortamento, l’ecobonus”. La stessa l’Alternanza Scuola-Lavoro opera nella direzione di avvicinare le piccole imprese ai cambiamenti in atto, favorendone l’incontro e la contaminazione con il mondo dei giovani e della scuola, oltre a favorire l’incontro degli studenti con il mondo del lavoro che è la “necessaria premessa per contrastare una disoccupazione giovanile al 40%”. Raccogliendo la disponibilità del rappresentante del Governo a ragionare su temi di grande interesse per le piccole imprese, Vaccarino è tornato a sollevare, a conclusione dei lavori, la questione dell’esenzione dal pagamento dell’Imu da parte degli imprenditori per quanto concerne gli immobili di proprietà destinati alla produzione. Una battaglia purtroppo ancora aperta.