«Le notizie di stampa relative all’annunciato disimpegno della compagnia irlandese Ryanair dall’aeroporto d’Abruzzo, già a partire dal prossimo mese di ottobre, non possono che generare preoccupazione tra imprenditori e cittadini». Lo afferma il presidente della Cna Abruzzo, Italo Lupo, secondo il quale «non si può giocare con il destino dell’unica infrastruttura davvero strategica di cui disponiamo, perché capace di collegare in tempo reale la nostra regione con l’Europa e il mondo già adesso: perché è stato l’aeroporto a consentire all’Abruzzo, in questi anni, di intercettare rilevanti flussi turistici internazionali, di facilitare i collegamenti istituzionali con l’Europa, di agevolare i processi di internazionalizzazione delle imprese, di favorire l’integrazione dei nostri giovani con il resto del continente».

La perdita del principale vettore low cost dalle rotte abruzzesi, a detta della Cna, avrebbe insomma un effetto “desertificazione” sullo scalo, senza contare i gravissimi danni collaterali prodotti sull’occupazione e l’indotto, a cominciare dalle attività alberghiere, le agenzie di viaggio, gli operatori turistici: «Perché – aggiunge Lupo – basta guardare l’andamento di quegli aeroporti italiani, tutti simili a Pescara per dimensioni e bacini di traffico, che dopo l’addio del vettore irlandese sono diventati in breve tempo scali senza un presente e senza un futuro. Ipotizzare, come pure si legge, la sostituzione di una delle più grandi compagnie del mondo con collegamenti gestiti da piccole compagnie e tutti destinati a collegare Pescara solo con i grandi scali nazionali, Roma in testa, vuol dire guardare a una soluzione che interessa davvero un pubblico ridotto».

Dunque, a detta della Cna, «occorre che la Regione, proprietaria ormai unica dello scalo dopo le recenti ricapitalizzazioni, e con lei la società di gestione, la Saga, presentino nel breve volgere di qualche settimana una proposta credibile, in grado di garantire all’aeroporto i flussi di crescita fin qui conseguiti negli anni, valutando se gli investimenti effettuati sul vettore irlandese vadano considerati – e noi siamo tra quelli che lo pensano, visto che la Cna è la sola organizzazione d’impresa ad averci investito di tasca propria – tra i soldi meglio spesi nella storia di questa regione».