Con il Patto per l’export il Made in Italy cresce sui mercati esteri

“La notevole performance delle esportazioni italiane dimostrano la portata storica e la visione strategica del patto per l’export, sottoscritto nel giugno 2020 in piena pandemia, con la convinzione che il sistema delle imprese italiane avrebbe trovato la forza e le ragioni per tornare ad essere protagonista nei mercati internazionali. E così è stato”.

E’ quanto ha sottolineato la vice presidente di CNA con delega all’internazionalizzazione, Roberta Datteri, intervenendo nell’ambito della fiera Downtown Design a Dubai. I numeri di settembre (+5,1% su base annua) confermano che in questo anno di transizione l’Italia ha gettato le basi per una crescita delle esportazioni ben oltre i livelli pre-pandemia. E senza dubbio questo risultato è da attribuire, almeno per il sistema delle micro e piccole imprese, anche a quel concerto di strumenti messi in campo dal patto.

In materia di finanza agevolata, Datteri ha evidenziato il grande successo del fondo rotativo 394 gestito da Simest opportunamente modificato nella sua operatività ordinaria, che in brevissimo ha visto la presentazione di oltre 12.000 domande rispetto ad una media annua di 800.

Nelle aperture successive dello sportello, l’inevitabile inasprimento di alcuni parametri ha portato ad una riduzione progressiva dell’appetibilità dello strumento soprattutto da parte delle aziende più piccole. “Comprendiamo perfettamente e condividiamo la necessità di ricalibrare e riequilibrare il tiraggio del fondo – ha aggiunto Datteri – ma confidiamo nella possibilità di continuare a tenere aperta una riflessione e un confronto su alcuni aspetti tecnici, al limite arrivando a proporre uno strumento che sostenga veri e propri progetti di internazionalizzazione più o meno complessi, piuttosto che iniziative spot.

Tra le numerose attività svolte da Ice Agenzia, anche a seguito di quanto previsto dal patto, ci preme evidenziare la grande importanza delle collettive organizzate in occasione delle varie fiere estere in presenza, importanza certificata dall’enorme richiesta di partecipazione con modulo base gratuito anche da parte di aziende strutturate. Le collettive Ice sono state da sempre lo strumento attraverso il quale le imprese, in particolare quelle più piccole, hanno iniziato i loro percorsi di internazionalizzazione. Questa è una attività di Ice Agenzia la cui validità in passato forse è stata data troppo per scontata. Le numerose domande che oggi pervengono sulle varie iniziative, indicano che le collettive sono indispensabili per tutti, anche per le aziende più importanti e con brand affermati.

Anche la difficoltà a soddisfare la richiesta del secondo modulo a pagamento evidenza la necessità di acquisire quanti più spazi possibili. Proponiamo di investire il più possibile per l’acquisizione di aree sufficientemente grandi ed in grado di accogliere più richieste possibili. Per le stesse ragioni riteniamo molto utile intensificare il numero delle iniziative inserendone anche di nuove, soprattutto in quei mercati dove si intravedono segnali robusti di ripartenza.

Nell’ambito dell’attività di formazione dell’impresa nel corso del processo di internazionalizzazione e nell’ intento di dotare le imprese di attività e consulenze altamente specializzate, lo strumento del Dtem gestito da Invitalia si è rivelato particolarmente strategico. Riteniamo che il mancato completo utilizzo in tempi brevi delle risorse stanziate, sia dovuto al fatto che alcune aziende non avevano raggiunto un grado di maturità del loro processo di internazionalizzazione tale da consigliarne l‘utilizzo. Bene quindi la proroga e auspichiamo che possa essere riproposto nel 2022 magari abbinato a consulenze in materia di comunicazione. Non dimentichiamo che spesso nelle aziende più piccole queste consulenze sono, a torto ma per ovvie ragioni, considerate un lusso e quindi non sempre vengono attivate. Infine, auspichiamo ulteriori adeguate risorse per soddisfare tutte le domande di coloro che hanno richiesto il contributo aggiuntivo come premialità sull’incremento delle quote export.

“Per quanto concerne l’individuazione dei mercati esteri prioritari, suggeriamo di tener conto – ha proseguito la vice presidente CNA – anche degli accordi di libero scambio tra UE e i Paesi terzi in particolare quello col Giappone firmato a febbraio 2019 e il cui potenziale è ancora largamente inespresso. Ciò ovviamente nell’attesa di avere un quadro più chiaro sul nuovo scenario mondiale nel quale andranno considerati non solo i mercati prioritari ma anche quelli emergenti, e tra questi finalmente non potremo esimerci dal considerare alcuni Paesi del continente africano.

Infine riteniamo strategico intensificare, sviluppare e soprattutto portare a capillare conoscenza delle imprese le azioni messe in campo da Sace attraverso sace bt e sace export up per l’assicurazione del credito. Questo offre una protezione significativa per la concessione di pagamenti dilazionati e quindi può diventare una importante leva di marketing in particolare per le imprese più piccole e per quelle che si sono affacciate di recente sui mercati esteri.