Vola il made in Italy delle micro e piccole imprese sui mercati stranieri: i risultati migliori nella meccanica, che da sola rappresenta il 17% delle esportazioni manifatturiere e che nell’ultimo anno ha messo a segno un aumento del +13,7%. Nel settore del made in Italy buoni risultati si sono registrati anche negli alimentari (+9,6%). Più contenuti gli aumenti per il tessile, l’abbigliamento, le pelli e gli accessori (+4,6%). Sono i dati della nota del Centro Studi Cna a commento dei dati Istat di gennaio scorso sul commercio con l’estero.

Ma se il made in Italy all’estero ha avuto la parte da leone, è stato tutto l’export a vedere il segno ‘+’ a gennaio scorso, rispetto a un anno fa. L’export del manufatturiero italiano è, infatti, aumentato complessivamente del 12,3% su base annua. Un dato importante, considerando che da solo rappresenta il 96% dell’export italiano, il 97,6% delle imprese manifatturiere sono micro e piccole e il 67,7% artigiane. Una su cinque esportarta all’estero i suoi prodotti. Il dato positivo è un’inversione di tendenza rispetto all’anno scorso: a gennaio 2016, infatti, le esportazioni manifatturiere erano in flessione del 2,9% su base tendenziale, mentre le variazioni positive si erano registrate solo in quattro settori di attività su tredici.

 

 

Oltre al made in Italy, i settori più rilevanti sul fronte delle esportazioni sono stati la farmaceutica (+25,9%) e i mezzi di trasporto (+20,9%). I dati di gennaio si inseriscono in una tendenza espansiva avviata da ottobre che promette di proseguire anche nei prossimi mesi. I giudizi sugli ordini  delle imprese manifatturiere, in ascesa ormai da tre anni, hanno infatti toccato in marzo il valore più elevato dal 2013.

 

In conclusione i dati sull’export evidenziano l’importante contributo delle micro e piccole imprese  alla crescita economica del Paese. Il numero delle micro e piccole imprese esportatrici, già oggi rilevante, potrebbe crescere ancora con politiche di internazionalizzazione ad hoc. Politiche non più rinviabili considerando anche che, da anni, l’estero sta diventando sempre più il mercato di riferimento per le produzione manifatturiere italiane.