Crescita boom dell’export agroalimentare. E anche i consumi interni tornano ad aumentare

Vola l’export agroalimentare tricolore. Nei primi tre mesi del 2019 la crescita è stata del 5,3 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A diffondere questi dati il Report-AgrOsserva di Ismea che evidenzia aumenti anche per la produzione industriale, i consumi domestici e l’occupazione nel settore agricolo.

 

Barriere infrante

L’accelerazione delle esportazioni porta il controvalore economico a 10,5 miliardi di euro. Un dato che dimostra come non ci sia semaforo, o quant’altro ostacolo, che tenga: la forza della qualità (e del gusto) Made in Italy infrange tutte le barriere. Alla fine quello che conta, e trionfa, è la volontà del consumatore. Chi decide è lui.

Il report registra, in particolare, la ripresa delle vendite verso la Germania (+4 per cento a fronte del -0,5 per cento del primo trimestre 2018) e verso il Regno Unito +14% contro +1,6% nello stesso periodo dell’anno scorso. Forse perché il timore della Brexit ha spinto a fare incetta di cose buone? O forse perché non c’è Brexit che tenga? Si vedrà. Per ora la crescita è da record anche oltre Manica. Tra le destinazioni extra-europee accelerano del 10,7 per cento le esportazioni verso gli Usa (+4% del 2018), rallentano dell’1,2% verso la Russia (+7,4%) e frenano del 2,1% verso il Canada (+4,2%).

 

Settori (quasi) tutti in crescita

A livello merceologico, secondo il Report, quasi tutti i principali settori contribuiscono all’incremento dei volumi esportati, a eccezione degli ortaggi freschi, a causa del vuoto di offerta dovuto alle gelate di inizio anno, e dei cereali.

Soddisfacente risulta anche l’andamento dell’industria alimentare, con la produzione aumentata dell’1,3% rispetto al primo trimestre 2018, a fronte di una flessione dello 0,8% dell’indice manifatturiero complessivo.

 

Torniamo a spendere anche noi

Quanto ai consumi domestici, la spesa registra un aumento che, seppure lieve (+0,8%), è significativo se si considera che il 2018 aveva chiuso con un trend di crescita in calo. Riguardo all’occupazione in agricoltura, infine il settore mette a segno un incremento del 5,3%. Ad aumentare del 2,1% sono le imprese a conduzione giovanile, arrivate a fine marzo a quota 53.400 circa.