Draghi alza il velo sul bazooka, ora credito all’economia

Mario Draghi svela il bazooka. La Bce vara una serie di misure per una politica monetaria “ultra accomodante”, un pacchetto di interventi per contrastare la flessione delle aspettative di inflazione. L’istituto centrale ha tagliato i tassi di interesse sui depositi a -0,50% (ma con un sistema a scalini), rilanciato il quantitative easing con acquisti da 20 miliardi al mese, potenziato il Tltro, cioè le aste di liquidità finalizzate a erogare prestiti alle imprese con durata allungata a tre anni.

Inoltre la grande novità è che la Bce ha modificato le “forward guidance”. In pratica non sono più fissati termini precisi sulla durata delle misure. L’allentamento della politica monetaria durerà fino a quando sarà necessario.

Draghi tuttavia ha inviato anche un messaggio ai governi. Adesso occorre che la politica fiscale sostenga la domanda e la risalita dei rendimenti. Su questo punto c’è stata l’unanimità del Board della Bce e il presidente Draghi ha sottolineato al riguardo che la politica fiscale “deve diventare l’elemento chiave. Deve assumere la guida” per sostenere la domanda. Parole che mostrano come la politica monetaria abbia ormai spazi ridotti di intervento. Il presidente della Bce precisa tuttavia che il messaggio non rappresenta l’apertura a una modifica del patto di stabilità. “Decidono la Commissione e i governi”, ha detto Draghi indicando però che i paesi con “spazio fiscale” devono procedere con politiche espansive sul fronte della domanda.

Le misure varate dalla Bce sono finalizzate a fronteggiare la difficile fase congiunturale dell’economia assicurando risorse al finanziamento dell’economia reale. Ora è indispensabile garantire la trasmissione della politica monetaria a artigiani, imprese e famiglie attraverso il credito. Al tempo stesso le nuove istituzioni europee e il nuovo governo intervengano rapidamente per rimuovere gli ostacoli regolamentari e normativi che ostacolano l’accesso al credito alle piccole imprese.

Infine è necessario rilanciare un piano di investimenti comunitari e nazionali per rafforzare il ciclo economico e migliorare la competitività.

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