Edilizia, grande cantiere dell'economia globale

“Il settore delle costruzioni rappresenta ancora, nonostante la crisi degli ultimi 10 anni, un grande driver nella creazione di valore per l’Italia e l’Unione Europea. Io penso che l’Europa, senza grandi investimenti in infrastrutture e senza cambiare alcune regole che penalizzano la crescita, non riprenderà quel ritmo espansivo che tutti auspichiamo. Le PMI di questo settore, tuttavia, grandi protagoniste di questa produzione di ricchezza anche in termini di conoscenza, sviluppo, occupabilità, debbono confrontarsi con la modernità e vanno accompagnate ai grandi cambiamenti che l’era della robotizzazione, del risparmio energetico, della sostenibilità ambientale ci impongono. E a farlo dovrà essere anche l’EBC e il mondo associativo”.

Lo ha detto Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, intervenuto oggi a Roma presso la sede nazionale della Confederazione, alla Conferenza “Appalti pubblici: come migliorare l’accesso delle MPI del settore edile?”. La Conferenza era programmata nell’ambito del Congresso annuale EBC 2019, la European Builders Confederation, di cui CNA Costruzioni è membro.

“Sono molte le sfide che attendono il settore delle costruzioni– ha aggiunto – sia aziendali, come i processi di integrazione e riqualificazione, che professionali per stare in linea con i nuovi assetti organizzativi e produttivi. Si pensi anche all’uso di nuovi materiali nelle costruzioni, tanto per fare un esempio, ma anche alla necessità di capire, processare, usare i dati per rimanere sul mercato. Le PMI, soprattutto le microimprese, vanno accompagnate attraverso questo vero e proprio stress di cambiamento”.

“Le associazioni come CNA e EBC – ha insistito il Segretario Generale della CNA – devono raccogliere questa sfida di innovazione e dare sempre più rappresentanza e valore alle micro e piccole imprese, una dimensione aziendale che non ha mai avuto la giusta valorizzazione”.

Secondo Silvestrini va lanciata una sfida di cambiamento anche alla stessa Unione Europea. “Il mondo delle regole di Maastricht è cambiato in tema di inflazione, tassi sviluppo, debiti pubblici – ha concluso – per questo va fatta una seria riflessione. Io sono per : è chiaro che occorre decidere se questo nostro glorioso continente debba avere un ruolo nella geopolitica mondiale o no. Altrimenti saremo succubi delle scelte di USA, Cina e Russia”.