Si è svolto il 12 novembre scorso un incontro, richiesto dal gruppo “Host in Ravenna CNA”, tra una delegazione dell’Associazione e il Sindaco e l’Assessore al Turismo, del Comune di Ravenna.

“Host in Ravenna CNA” rappresenta sia privati (host di Airbnb, B&B, altre tipologie ricettive non d’impresa) che imprese turistiche dell’extra-alberghiero (R&B, affittacamere, case vacanza, ecc.) ed è nato come gruppo partendo dalla richiesta di rispetto delle regole da parte degli aderenti (fedeltà fiscale, statistica, pubblica sicurezza); ben sapendo che in certi casi questo è reso oggi particolarmente difficile da norme poco chiare, a volte confuse o contraddittorie, a seconda della Regione o del Comune di riferimento; mentre il mondo della domanda turistica sempre di più richiede – a seconda della sensibilità, del portafoglio, della ragione del viaggio – la possibilità di scegliere tra offerte tra loro differenti.

L’Associazione ha garantito all’Amministrazione la sua disponibilità alla collaborazione e presentato alcune richieste precise:

  • Favorire il pagamento della tassa di soggiorno tramite accordi specifici con i grandi player digitali (Airbnb, Booking, Home Away e altri) per garantire il pagamento diretto da parte loro durante la transazione online. Così come hanno fatto per Airbnb i Comuni di Rimini, Bologna, Genova e Firenze.
  • Uniformare le informazioni che i Comuni danno, almeno in Emilia Romagna, ai cittadini e alle imprese che chiedono informazioni; separando in maniera chiara le attività di locazione turistica privata (che dovranno essere comunque dichiarate) e quelle ricettive extra-alberghiere. Questo significa garantire che gli uffici comunali rilascino anche agli host privati, che pure non necessitano di autorizzazione, un numero di protocollo che consenta la possibilità di accedere al portale “Alloggiati Web” per dichiarare obbligatoriamente gli ospiti alla PS. Così come avviene, per esempio, nel comune di Bologna.
  • Sostenere la richiesta di cambiamento della Legge regionale dell’Emilia-Romagna che, a differenza delle Regioni vicine, vieta la pubblicità digitale e la promozione pubblica ai B&B.
  • Valorizzare le esperienze professionali e d’impresa d’affitto delle case vacanza che si impegnano a offrire soluzioni alte e servizi di qualità ai turisti; mettendo in campo forme di premialità per coloro che affidano appartamenti, oggi sfitti, a imprese che li valorizzano sul mercato turistico.

Gli Amministratori di Ravenna hanno garantito attenzione ai temi posti e l’arrivo di un primo accordo con Airbnb sulla riscossione diretta della tassa di soggiorno.

Vogliamo aiutare gli host a emergere e a regolarizzarsi completamente così da mettere finalmente in piena visibilità il loro essere ambasciatori della città e portatori di benefici per tutte le categorie locali (artigiani, ristoratori, servizi) afferma Nevio Salimbeni di CNA Turismo Ravenna – a partire dalle 34.000 presenze maturate con Airbnb nel 2017 su Ravenna, di cui il 54% straniere. L’obiettivo è quello di mettere tutti in grado di operare in sicurezza,  garantendo loro legittimità da parte della autorità competenti e diventando un riferimento anche della comune lotta contro ogni forma di abusivismo.

Per regolare questo ambito bisogna saper unire la necessaria riduzione della burocrazia (per tutti coloro che lavorano nel turismo) con la definizione di norme specifiche per il mondo delle locazioni: a partire da una semplice comunicazione di inizio attività al Comune di residenza che generi un protocollo che consenta l’accesso immediato al portale ALLOGGIATI WEB o facendo accordi che garantiscano l’incasso verso il Comune della tassa di soggiorno, così come la fornitura dei dati statistici anche per gli ospiti alloggiati nelle case”.

Su questi ambiti – conclude Salimbeni – è importante costruire Tavoli di lavoro che tengano insieme, senza inutili polemiche, le differenti forme di ricettività e le locazioni turistiche, nella logica che vede i clienti come riferimento finale delle scelte, favorendo la crescita della stessa località”.