In Italia oltre la metà dei lavoratori indipendenti (il 51,4%) si ritiene molto soddisfatta del proprio status professionale. Nel panorama europeo la soddisfazione manifestata dagli indipendenti italiani risulta più bassa solamente rispetto a quella rilevata nel Regno Unito (60,4%). In Germania, in Francia e in Spagna, invece, la quota di lavoratori indipendenti che si dicono molto soddisfatti della loro occupazione risulta pari, rispettivamente al 34,7%, al 40,5% e al 45,5%.

 

 

Essere lavoratori indipendenti in Italia appare una scelta consapevole. Il 39% dei nostri connazionali ha deciso di mettersi in proprio per opportunità di business offerte dal mercato mentre solo il 10,4% per la difficoltà di inserirsi nel mercato del lavoro come dipendenti.

Questi dati appaiono ancora più rilevanti ricordando che nell’Unione Europea il nostro Paese vanta il maggior numero di lavoratori indipendenti (circa 5 milioni) e precede quelli del Regno Unito (4,8 milioni), della Germania (4,1 milioni), della Francia e della Spagna (entrambe con circa 3 milioni).

 

 

Nonostante questo, l’Italia appare come un Paese nel quale essere lavoratori indipendenti risulta più problematico che altrove. Solo il 9,9% ritiene infatti di operare in un contesto economico favorevole. Questa quota è molto più elevata negli altri grandi paesi europei nei quali è compresa tra il 25,1% della Francia e il 40,2%  del Regno Unito.

Tra le criticità che gli indipendenti sperimentano con maggior frequenza al primo posto vi sono i periodi di inattività per mancanza di commesse e a seguire, il carico burocratico spesso eccessivo e la difficoltà di accedere ai finanziamenti bancari.