I fenomeni atmosferici e calamitosi che hanno colpito in questi anni e anche di recente il territorio delle tre Province obbligano ad una profonda riflessione e rendono necessaria un’azione decisa da parte delle principali istituzioni, locali e regionali. Il cambiamento climatico, lo stato di manutenzione delle infrastrutture, l’evidente rischio idrogeologico e sismico in molte zone della Toscana non fanno infatti propendere all’ottimismo. A questo si aggiungono le difficoltà dovute al riparto delle varie competenze nel portare a termine le opere pubbliche necessarie (in alcuni casi già finanziate) e la normativa in materia di finanza pubblica che, ieri con il patto di stabilità, oggi con il pareggio di bilancio, limitano fortemente la capacità di intervento degli Enti locali. La Cna Area Vasta Sud nel condividere il rafforzamento del ruolo della Regione su tematiche così complesse per la sicurezza chiede di tener conto altresì delle difficoltà incontrate in questi anni da cittadini e imprese nell’ottenere, dopo lunghe e complesse procedure burocratiche, un rimborso minimo dei danni subiti. A questo proposito chiedono l’intervento della Regione, affinché promuova un tavolo istituzionale con le compagnie di assicurazione per favorire nuove polizze a copertura dei danni causati dagli eventi naturali. E’ infatti chiaro che la Regione dopo ogni episodio sostenga dei costi importantissimi, sia nell’immediato, che nei mesi successivi con gli ammortizzatori sociali. Solo grazie a questo percorso le banche potranno erogare finanziamenti in poche ore dai disastri, avendo la garanzia diretta della polizza. Le tre Cna chiedono quindi che la stessa Regione si faccia promotrice di un’azione con il Governo finalizzata ad un percorso che porti ad una legge nazionale sul rapporto fra aziende ed assicurazioni per la gestione delle calamità naturali, tornata di prepotente attualità negli ultimi mesi, attraverso l’attivazione di un fondo cofinanziato dallo Stato.

Ogni volta che un’azienda subisce un danno per un evento calamitoso i costi per la ripartenza sono sempre ingentissimi, spesso tali da fermare la produzione per lungo tempo, con danni diretti e indiretti importanti, compresi i costi sociali. Non bastano i plafond messi a disposizione dal sistema bancario, che spesso altro non sono che prestiti erogati a tassi agevolati e solo a coloro che hanno rating buoni. La Cna Area Vasta Sud ritiene opportuno affrontare i danni da calamità con strumenti analoghi ad altri paesi europei che agevolano la ripartenza senza dover attendere il sostegno del pubblico che arriva solo dopo molto tempo ed in modo limitato.