L’accordo che dà credito alle imprese

Mercoledì scorso CNA Modena e Emil Banca hanno firmato l’accordo che consentirà di mettere a disposizione delle imprese del territorio un plafond di 10 milioni di euro.

Si tratta di una collaborazione importante – ha commentato Alberto Papotti, segretario della CNA modenese – non solo per l’importo che l’accordo prevede, ma anche perché destinato a coprire tutte le necessità delle imprese, vale a dire gli investimenti, ma anche le esigenze di liquidità.

Questa intesa – ha aggiunto Daniele Ravaglia, Direttore Generale di Emil Banca – rappresenta un’ulteriore testimonianza di vicinanza della nostra banca al territorio e della nostra capacità di sapere interpretare i bisogni degli imprenditori, in particolare di quelli medio piccoli. Capacità fotografata dai numeri, se è vero che, a fronte di un calo degli impieghi nei confronti delle Pmi modenesi del 4,5%, quelli di Emil banca sono cresciuti del 70%”.

Ad entrare nei dettagli tecnici dell’accordo è Nicola Tarini, amministratore delegato di Finimpresa, il braccio creditizio della CNA modenese: “Grazie a questo accordo le imprese associate potranno usufruire di condizioni migliori rispetto al mercato e di tempi di delibera delle operazioni particolarmente brevi. Il tutto sulla base di un importo decisamente interessante che, in base alla nostra esperienza, consentirà di rispondere alle esigenze di più o meno duecento imprese”.

Usufruire dell’accordo sarà particolarmente facile: basterà rivolgersi alle sedi CNA presenti in tutta la provincia per essere contattati dai consulenti di Finimpresa che seguiranno le aziende in tutto l’iter del finanziamento.

“Questa convenzione – hanno concluso Papotti e Ravaglia – è solo il primo passo della collaborazione tra CNA ed Emil Banca, una sorta di test di prova in vista di nuove operazioni congiunte finalizzate ad affrontare insieme le problematiche finanziarie delle imprese”.

“Siamo assolutamente disponibili – ha confermato Ravaglia – non solo a rinnovare l’accordo tra un anno, ma ad aumentare il plafond e a studiare linee di credito su bisogni specifici manifestati dalle imprese”.