"Le imprese sono a secco!”. Allarme da CNA Trentino Alto Adige

“Con la prima ondata di crisi causata dal virus, in primavera, migliaia di aziende in regione hanno fatto ricorso a contributi e a nuovi prestiti bancari. Ora queste stesse aziende, nella seconda ondata del virus, rischiano il deterioramento delle posizioni debitorie per mancanza di liquidità, in un sistema che le mette in sofferenza.” Queste le parole di Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige, dopo la diffusione dei dati congiunturali delle Province Autonome di Trento e Bolzano, illustrati dalla Banca d’Italia, che evidenziano la mancanza di liquidità, i crediti deteriorati e il crollo del Pil.

Bankitalia prevede per il Trentino un calo del Pil dell’11,6% e per l’Alto Adige del 10%, rispetto al 9,5% medio nazionale. Sul fronte del credito, in regione c’è un aumento dei depositi, motivato dalla totale mancanza di investimenti e dal forte rallentamento dei consumi, i prestiti sono in aumento (+2,6% in Trentino, + 4,1% in Alto Adige), ma i crediti deteriorati destano preoccupazione, soprattutto nei sistemi bancari territoriali (9,5% dei prestiti totali in Trentino, 4,3% in Alto Adige).

“È necessario – afferma Corrarati – attivare un piano straordinario di aiuti alle aziende sotto forma diretta, ovvero contributi a fondo perduto, o indiretta, ovvero annullamento di tributi.  Se non si agisce subito, rischiamo di perdere per strada, nei prossimi mesi, pezzi importanti della nostra economia, in particolare nella produzione e nei servizi. La mancanza di liquidità, per alcune categorie, rischia di mettere in forte dubbio la sopravvivenza delle aziende”.