Vedo le cose prima degli altri, non so perché…sono nato così”. Ed è così che Alberto Volcan, ricercatore visionario, inventore giramondo, marito e padre altotesino, classe 1936, prova a raccontare da dove sono sbucate fuori le idee geniali che lo hanno portato a collaborare con le grandi industrie del pianeta, ma anche con le piccole imprese del suo territorio.

Una sera per istinto ho preso due calze di mia moglie Elisa – ricorda Alberto – e le ho riempite con un macinato di torsoli, semi e buccia di mele essiccati e le ho immerse nell’acqua, dando vita inconsapevolmente all’Oli-Block, conosciuto come salame assorbi-olio. Non so perché ma il mio istinto mi diceva di farlo”. Dopo 24 ore le calze avevano assorbito tutta l’acqua, così il giorno successivo ha provato con un litro di gasolio e con grande sorpresa lo avevano assorbito tutto. “Le applicazioni possibili sono moltissime – spiega – e vanno dal più importante disastro ecologico in mare all’incidente stradale con spargimento di carburante sull’asfalto”. Grazie a questa ingegnosa invenzione ha ricevuto recentemente anche il prestigioso premio internazionale Flag of The Planet Earth.

Alberto ha girato il mondo grazie alle sue invenzioni. Prima l’Europa, poi la Cina dove nel 1985 per merito di una collaborazione con l’Olivetti ha dato vita al primo computer italiano; quindi l’Africa, dove in un stabilimento di mattoni ha riparato diversi gruppi elettrogeni e gli Stati Uniti dove ha portato il suo bruciatore volumetrico che ricava energia dagli scarti degli olii combusti che oggi viene utilizzato sia sugli aerei che superano la velocità del suono sia per spegnere le fiammelle sui pozzi di petrolio.

Tra un viaggio e un altro Alberto si laurea in ingegneria elettrotecnica all’Università di Graz e si specializza allo Johanneum, rinomato istituto di ricerca applicata che ha sede nella città austriaca. Di strada ne ha fatta davvero tanta, sempre alla ricerca di qualcuno che credesse fino in fondo nelle sue intuizioni. “Purtroppo però – ricorda Alberto – spesso sono rimaste solo idee senza trovare una commercializzazione vera e propria, forse perché troppo avanti per l’epoca in cui mi trovavo”. E’ il caso della sua lavastoviglie senza acqua.

Vivendo nella terra delle mele per eccellenza, l’Alto Adige, in cui si contano circa 500mila tonnellate l’anno fra bucce e torsoli di mele, era inevitabile che le sue invenzioni si focalizzassero sui possibili riusi di questo frutto. Dalla Cartamela, utilizzata oggi come carta da lettera ufficiale dalla Provincia autonoma di Bolzano, alla Pellemela. Per questa sua ultima creazione, Alberto si è rivolto ad un famoso produttore di macchine per la pasta. “Ho montato nella sua fabbrica un impianto modificato che miscela acqua, farina di mela e un collante alimentare che la Henkel ha messo a punto per me. Invece della sfoglia per gli spaghetti usciva un nastro di ecopelle, spesso 6 millimetri”. Questo speciale materiale è inodore, ha una resistenza pari a 90 chili per millimetro quadrato ed ha superato 12.800 cicli di prova, rimanendo impermeabile, conformandosi in pochi minuti alla temperatura corporea e mantenendola.

Grazie alla CNA di Bolzano, Alberto ha potuto mettersi in contatto con la March, azienda altoatesina che produce rivestimenti per camion, auto e impianti sportivi. “Il proprietario si è appassionato da subito all’ecopelle e a breve verrà finalmente commercializzata. Proporremo questo materiale anche ai più grandi marchi di accessori moda tra cui Ferragamo e Benetton, ma il mio obiettivo è quello di utilizzare la Pellemela per coibentare le casette provvisorie che vengono assegnate ai terremotati in caso di calamità naturali”. Si è scoperto infatti che questo tipo di ecopelle è in grado di assorbire l’umidità. “Al posto della plastica si potrebbe utilizzare la mia Pellemela, sicuramente più salutare e biodegradabile”. Alberto, sempre molto attento all’ambiente, non poteva che inventare anche il modo per produrre la sua nuova invenzione, ovviamente anch’essa a basso impatto ambientale che non prevede emissione di polveri o acque di scarico.

Durante la mia vita ho avuto diversi riconoscimenti internazionali e manifestazioni per il merito ma il mio più grande orgoglio è aver dato la possibilità a sette studenti universitari di utilizzare le mie invenzioni per le loro tesi di laurea. E’ una cosa a cui tengo molto e spero sempre di poterli aiutare con la mia esperienza e con le mie scoperte. Bisogna dargli fiducia per il nostro futuro”.

Tante sperimentazioni, tante collaborazioni, ma soprattutto tanta voglia, ancora, di fare, di inventare, di scoprire e di dare fiducia ai giovani. Alberto Volcan tende la sua mano al futuro e dimostra di essere un ponte tra generazioni, capace di tramandare il genio italiano,  il saper creare e il saper fare, tra i cardini della cultura del nostro Paese.