“Sono oltre venticinque anni che ogni riforma del sistema pensionistico implica un abbassamento dell’assegno mensile ed un innalzamento dell’età pensionabile. Nessun governo ha poi pensato a diminuire le imposte sulle pensioni, veramente troppo alte”, così esordisce Alberto Rossi, presidente di CNA Pensionati di Siena alla partecipata iniziativa che ha coinvolto tantissime persone nella sala dei concerti dell’Accademia Chigiana. Sono molti gli spunti emersi nella brillante tavola rotonda ben condotta dalla giornalista Rai Annalisa Bruchi e conclusa dallo straordinario balletto di Giulia Fraschetti. “Non siamo contro al reddito e pensioni di cittadinanza, perché aiutare il prossimo in difficoltà è un dovere di ogni persona. Chiediamo però giustizia sociale, ovvero meno imposte per le pensioni, in particolare per gli assegni più bassi, che invece si sono visti bloccare anche l’adeguamento Istat”, prosegue Alberto Rossi.

Il dibattito, iniziato con il saluto dell’assessore del comune di Siena Antonio Tirelli, è iniziato con il professor Giuliano Cazzola, volto notissimo della tv ed esperto di politiche sociali, oltre ad essere stato anche presidente del collegio dei revisori Inps: “I recenti provvedimenti non vanno nella direzione della giustizia sociale. È evidente l’anomalia che si crea per i lavoratori autonomi che solo a determinate condizioni potrà usufruire di questi provvedimenti. Con questi provvedimenti si rischia che il sistema non regga e si debba fare fra qualche anno una nuova riforma molto drastica”.

Chiara anche la posizione di Antonio Licchetta, responsabile politiche sociali di CNA Nazionale: “Ci aspettavamo una maggiore attenzione per il mondo delle imprese e per il mondo produttivo da questi provvedimenti in materia pensionistica, che ho difficoltà a definire riforma. Non credo che porterà nuova occupazione, almeno nell’immediato. Continua ad esserci trattamenti di minor valore per i lavoratori autonomi.

Importante anche il contributo portato da Tina Pugliese, responsabile CNA Toscana del patronato Epasa Itaco: “Negli ultimi 10 anni il ruolo dei Patronati è profondamente cambiato, perché siamo chiamati ogni giorno di più ad essere l’interfaccia degli Enti previdenziali, Inps per prima. Siamo una grande realtà in Toscana 52 sedi e oltre 200, una rete capillare di uffici e operatori professionali, che operano anche in stretta collaborazione con CNA Pensionati, 36.500 in Toscana, 5000 solo a Siena, che si rivolgono a noi quotidianamente per richiedere prestazioni e servizi. I nostri imprenditori sono anch’essi cittadini e siamo per loro un punto di riferimento soprattutto per quanto riguarda le scelte da operare nella loro azienda, quando devono decidere le strade da intraprendere per il loro futuro previdenziale, ma non solo. Solo a Siena nel 2018 sono state movimentate ben 868 pensioni”.