“Non compete alle Associazioni individuare le figure giuridiche più adatte a soddisfare le ottimizzazioni necessarie nell’erogazione di servizi primari quali lo smaltimento di rifiuti e la fornitura di energia. Quello che sappiamo è che la questione chiama in causa diversi interessi: quelli degli utenti dei ventuno comuni interessati, quelli delle imprese del territorio quali fruitrici dei servizi idrici , reti gas e gestione rifiuti, e quelli delle imprese coinvolte nei lavori di costruzione e manutenzione degli impianti necessari a buon funzionamento dei servizi”.

Rete Imprese Italia, la sigla che raggruppa CNA, Confartigianato Lapam, Confesercenti e Confcommercio – Fam, interviene nella discussione sulla fusione Aimag-Hera chiamando in causa i sindaci, “i veri interlocutori, visto che sono i comuni che determinano qualità e costo dei servizi; sono i comuni che stabiliscono il livello degli investimenti; sono i comuni che decidono come devono essere appaltate le opere da realizzare”.

“A questi ultimi – continua la nota delle Associazioni – chiediamo di assicurare servizi efficienti al minor costo possibile. E magari maggiore equità, visto che oggi questa non è sempre garantita, come testimonia il caso della Tari, rispetto alla quale le piccole imprese produttive stanno pagando una tassa elevatissima e non commisurata ai rifiuti realmente prodotti”.

Rete Imprese Italia, alla luce di queste considerazioni, di là da ogni possibile evoluzione della situazione, ritiene importante garantire:

– la definizione di regolamenti e tariffe uniformi sull’intero territorio;

– di garantire in ogni caso la presenza di sportelli locali per permettere un contatto immediato con il cittadino/utente;

– di definire, rispetto alle aggregazioni in atto, modalità giuridicamente compatibili per permettere di conferire appalti lavori alle  imprese locali;

– di salvaguardare i servizi al miglior costo possibile sia per l’utenza domestica, sia per le imprese.

“Dal punto di vista politico – proseguono le Associazioni – ci limitiamo a osservare che non è certo venuta meno quella che probabilmente è la giustificazione decisiva rispetto ai progetti di fusione, vale a dire la possibilità di avviare quegli investimenti necessari all’efficientamento dei servizi in questione. E che è assolutamente necessario, per ottenere i risultati sperati, che i comuni, in questa discussione, non vadano avanti in ordine sparso, ma con un’azione d’insieme, considerazione che ripresenta con forza il tema delle fusioni delle amministrazioni locali”.