“Non decolla la ristrutturazione e il risanamento energetico dei condomini, nonostante i contributi della Provincia fino al 70% delle spese e la riduzione dei tempi sull’anticipo della detrazione fiscale”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV.

“Abbiamo appurato che le nostre aziende continuano ad ottenere incarichi di risanamento per singoli appartamenti, ma non per interi condomini. Abbiamo verificato con gli amministratori condominiali – prosegue Corrarati – che la pratica è eccessivamente burocratizzata e richiede anche garanzie fideiussorie da parte degli stessi amministratori. Con queste condizioni, l’incentivo provinciale non sta sortendo gli effetti sperati. Chiediamo alla Provincia di convocare un tavolo di confronto con gli amministratori di condominio e le associazioni delle imprese per verificare in che modo è possibile migliorare l’iter di una misura, che rimane comunque valida”.

Lo scorso novembre, la giunta provinciale aveva dato un impulso per incentivare il risanamento energetico dei condomini. Sui circa 60.000 edifici che in Alto Adige necessitano di un efficientamento energetico, il fabbisogno maggiore di risanamento interessa proprio i condomini. Con i contributi fino al 70% e la riduzione dei tempi riferiti alla detrazione fiscale è stato creato un incentivo ad hoc verso il risanamento energetico dei condomini, rendendolo interessante dal punto di vista economico. L’ulteriore efficientamento energetico del patrimonio edilizio costituisce inoltre un obiettivo della strategia della Provincia sul clima da raggiungere entro il 2050.

Dal 1° gennaio 2019 è possibile inoltrare all’Ufficio risparmio energetico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente richiesta di contributo per il risanamento energetico dei condomini. Il contributo può ammontare fino al 70% delle spese ammissibili. Con i lavori l’edificio dovrà passare almeno alla classe energetica CasaClima C (meno di 70 kWh per metro quadro l’anno) o CasaClima R. Gli incentivi valgono per gli interventi di risanamento energetico eseguiti in condomini con almeno 5 unità immobiliari di proprietà esclusivamente di persone fisiche, pubbliche amministrazioni ed enti senza scopo di lucro che non svolgono attività economica.

L’incentivo è allettante – aggiunge il presidente Corrarati – ma non sta ottenendo gli effetti sperati perché gli amministratori condominiali hanno difficoltà ad ottenerlo. Non è facile mettere d’accordo tutti i residenti di un condominio per procedere con i lavori, ma se si trova l’intesa e l’incentivo risulta irraggiungibile per difficoltà procedurali è un’occasione di lavoro persa per le piccole aziende dell’edilizia e dell’impiantistica, oltre che per il raggiungimento degli obiettivi ambientali della Provincia. La ristrutturazione dei singoli alloggi, grazie all’anticipo del bonus fiscale istituito dalla Provincia, ha dato negli ultimi anni una spinta decisiva al settore delle costruzioni, fortemente in crisi, fornendo ossigeno soprattutto alle piccole aziende. Vorremmo che un nuovo impulso arrivasse dai condomini. Per ottenere il risultato, probabilmente occorre un tagliando al regolamento dell’incentivo provinciale, da concordare con gli amministratori condominiali e le imprese”.