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Un Patto Paese basato sulla forza del nostro Servizio sanitario Nazionale, patrimonio di tutti, che non solo ci ha messo al riparo dagli effetti più tremendi della pandemia ma che ha protetto anche la nostra economia. E’ la proposta lanciata dal ministro della Salute Roberto Speranza in chiusura dell’Assemblea Nazionale CNA. Un patto necessario per attraversare  – ha detto – questi tempi tuttora complicati. E un riconoscimento importantissimo il ministro della Salute lo ha riservato proprio all’Associazione riunita oggi a Roma all’Auditorium della Conciliazione. Il Patto Paese, invocato da Speranza, sul solco di quello proposto da Draghi alcune settimane fa, si basa infatti sulla capacità di essere uniti e “fare un grande lavoro insieme, condiviso”. “Sono sicuro che la vostra grande esperienza, la vostra capillarità, la vostra storia – per quello che negli anni avete saputo dare al Paese – possa essere protagonista” – ha chiosato Speranza.  

E un tributo da parte del ministro è arrivato anche nei confronti del presidente uscente Daniele Vaccarino e della stessa associazione, che in questi anni complicati “ha organizzato e servito il Paese”. 

Speranza ha poi ricordato come l’Italia stia attraversando la quarta ondata meglio degli altri Paesi europei grazie al grande successo della nostra campagna vaccinale. “Siamo arrivati ieri a 100 milioni di dosi – ha detto  – e questo a meno di 1 anno dall’inizio della prima somministrazione del vaccino. Abbiamo raggiunto l’88% della popolazione con la prima dose sopra i 12 anni e l’85% con il ciclo completo. E, ancora, ieri sono cresciute le persone che si sono convinte a fare la prima dose, così come abbiamo somministrato oltre 10 milioni di terze dosi”. 

Un secondo punto su cui ha voluto soffermarsi Speranza è stato quello di insistere sulle misure precauzionali anti contagio: distanziamento, mascherine, igiene. “Solo cosi potremmo ragionevolmente affrontare la nuova ondata”. Speranza ha poi voluto ricordare le parole di Papa Francesco pronunciate nella primavera 2020 in una piazza San Pietro deserta: “Peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla”. Il Servizio sanitario nazionale, secondo Speranza, deve infatti essere percepito come una leva di investimento e non un costo e, alla luce dei finanziamenti in campo del PNRR, in prospettiva volano di sviluppo. “Quando sono arrivato al ministero, nel 2019, il Fondo sanitario nazionale contava su su 114 miliardi di euro che l’anno seguente riuscii a far aumentare di un miliardo in più. Ebbene con la pandemia il balzo è stato pari a 10 miliardi e oggi ci apprestiamo a spostare sulla sanità ben 20 miliardi di euro in più”. A questi fondi vanno accompagnati, secondo Speranza, anche riforme e progetti, sanità territoriale, gestione dei dati, telemedicina e molto altro da realizzare, appunto, con un grande Patto a cui sono chiamati a partecipare tutte le parti sociali.