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Manovra, su energia fisco e lavoro servono interventi strutturali

Sì alla riforma per incentivi semplici e fruibili dalle piccole imprese

La manovra 2023 mostra una intonazione ancora espansiva in continuità con la precedente per contrastare la crisi energetica, guarda alle piccole imprese con alcune misure che tuttavia sono parziali e non affrontano in modo strutturale temi fondamentali come fisco, previdenza, lavoro e energia. È quanto ha espresso CNA in audizione alla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito delle audizioni sulla legge di bilancio, che – ha sottolineato la Confederazione – manca di visione strategica e di profondità perché alle imprese non basta essere aiutate per appena un trimestre”.

Il Ddl bilancio non offre contromisure sufficienti e di ampio respiro rispetto a uno scenario congiunturale molto complesso. Servono da subito misure strutturali per aumentare il potenziale di crescita dell’Italia e migliorare la produttività del sistema. È indispensabile accelerare i ritmi di spesa delle risorse del PNRR per sciogliere i nodi che frenano la produttività: burocrazia, infrastrutture digitali e materiali, servizi pubblici, istruzione, giustizia, concorrenza ecc. e sostenere gli investimenti privati e pubblici per rendere il nostro sistema più digitale, efficiente e ecocompatibile.

Il Ddl bilancio – ha proseguito CNA – non corregge il decalage di misure importanti per il tessuto della piccola impresa come Transizione 4.0, Nuova Sabatini non offre prospettive al Superbonus che ha rappresentato un volano per la crescita del Pil, e non interviene per dare risposte definitive al problema dei crediti incagliati legati allo sconto in fattura.

Le misure fiscali per le imprese pur apprezzabili e funzionali come l’estensione del regime forfetario a 85 mila euro, flat tax incrementale, riduzione dell’imposizione sui premi di produttività, rinvio della plastic e sugar tax non risolvono le criticità sulla tassazione delle piccole imprese e sul tema del contenzioso. Inoltre CNA valuta negativamente la riduzione del cuneo fiscale a vantaggio esclusivo dei lavoratori, e rileva che sulle pensioni le misure riguardano solo il lavoro dipendente trascurando la platea degli autonomi.

Anche questa manovra, infine, non sfugge al destino di tutte le leggi di bilancio che si appesantiscono di numerosi micro provvedimenti senza disporre una dotazione finanziaria adeguata agli obiettivi ambiziosi dei titoli.

Le piccole imprese sollecitano un sostegno adeguato per installare sistemi di auto-produzione energetica (una cosa utile agli imprenditori, ma anche al Paese). Vorrebbero indirizzi chiari e stabili di politica industriale (dal 4.0 ai bonus per l’edilizia), di politica fiscale, di politica previdenziale che incorpori equità (guardando anche agli autonomi), di politiche attive del lavoro (magari ragionando anche di coinvolgimento delle agenzie), di progetti di connessione del Mezzogiorno, di supporto all’export, di rafforzamento del “Made in Italy”.

 

 

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