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Chiusi alla produzione ma non alla solidarietà

Chiusi alla produzione ma non alla solidarietà

Nell’agrigentino c’è chi in questo periodo di chiusura forzata della propria attività una volta abbassata la saracinesca ha deciso di non stare con le mani in mano. Il tappezziere Giuseppe Sicurello, con l’aiuto della moglie Enza, spinto da un marcato senso di solidarietà, lavora incessantemente, anche di notte, per rifornire di mascherine case di cura, operatori sanitari, della protezione civile, forze dell’ordine, sindaci, strutture ospedaliere e semplici cittadini.

Il suo è un laboratorio artigianale a Sant’Angelo Muxaro (Ag), targato CNA, che ha già realizzato oltre 5mila mascherine distribuite gratuitamente ai soggetti più fragili, ma anche a uomini e donne che sono quotidianamente impegnati, in prima linea, a garantire la sicurezza della salute pubblica, oggi fortemente minacciata dalla diffusione del contagio del coronavirus.

“In una fase di grave emergenza sanitaria – spiega il giovane artigiano – mi sono sentito in dovere di fare qualcosa di utile rispetto alla grave carenza di dispositivi di protezione e al costante appello proveniente da tutte le latitudini, sociali e professionali. Ricevo decine e decine di telefonate e e-mail ogni giorno da tutta la Sicilia, e anche da oltre lo Stivale. C’è un fabbisogno elevato, al quale provo, nel mio piccolo, a dare una risposta. Impiego un tessuto idrorepellente e tnt, di cui dispongo e utilizzo regolarmente nella mia attività, per produrre mascherine che pur non essendo a norma, possono essere efficaci se indossate per 4-5 ore al giorno, poi lavate, sterilizzate e rimesse”.

Giuseppe Sicurello non cade in tentazione. C’è gente disposta a pagare, ad offrire un contributo economico pur di assicurarsi uno stock di mascherine, ma lui taglia corto: “Niente business quando c’è di mezzo la salute – sottolinea – ci sarà tempo per recuperare il terreno perduto, adesso è il momento di mettersi al servizio del prossimo”. Ogni giorno sforna 400-500 mascherine a fronte di una domanda veramente elevata.

L’impegno e la generosità di Sicurello hanno trovato apprezzamento anche dall’europarlamentare Dino Giarrusso, che, ospite in una recente trasmissione nazionale, ha parlato pubblicamente di questo grande esempio, definendoloun piccolo eroe”.

E nella città capoluogo c’è un altro grande cuore che batte per la comunità: è quello di Roberta Tuttolomondo, già presidente provinciale di CNA, oggi componente dell’Ufficio di presidenza. Lei, in osservanza del decreto ministeriale, ha chiuso il suo rinomato centro estetico e si è messa alla guida di una macchina solidale, obbedendo alla sua riconosciuta attitudine di coniugare il verbo donare. Da giorni è incessantemente al lavoro per confezionare e distribuire mascherine a chi ne ha bisogno. Anche in questo caso – sottolinea Tuttolomondo – le mascherine non sono a norma ma rappresentano comunque uno strumento, seppur casalingo, di protezione in assenza di altri dispositivi.

Dinanzi a questi due esempi di straordinario altruismo per la comunità la CNA Agrigentina e quella siciliana con in testa il presidente Battiato e il segretario Giglione non possono che esprimere profonda gratitudine.

“E’ un grande orgoglio – affermano i vertici provinciali – avere dentro la struttura associativa imprenditori dal profilo umano di Roberta e Giuseppe. Questa è la conferma – evidenziano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – come la nostra Confederazione operi con occhio attento ai valori, etici e morali, anche nei contesti territoriali. Questi loro gesti non passeranno certamente inosservati in occasione della prossima assemblea annuale. Proporremo – concludono i massimi esponenti della CNA Agrigentina – un premio speciale per l’encomiabile azione benefica di cui la nostra dirigente e il nostro giovane artigiano santangelese si stanno rendendo positivamente protagonisti”.

 

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