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Il rilancio del Mezzogiorno passa per le piccole imprese

Il rilancio del Mezzogiorno passa per le piccole imprese

Il rilancio del Mezzogiorno passa per le piccole imprese

Il rilancio del Mezzogiorno è una sfida per l’intero Paese e per vincerla è indispensabile il ruolo da protagonista di micro e piccole imprese”. E’ quanto ha sottolineato il Presidente Nazionale di CNA, Dario Costantini, chiudendo il convegno promosso dalla Confederazione a Palermo dal tiolo “Il Mezzogiorno produttivo per lo sviluppo del Paese” al quale hanno partecipato i ministri Raffaele Fitto e Nello Musumeci, il presidente di regione Sicilia, Renato Schifani, l’assessore della regione Puglia, Alessandro Delli Noci, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

Costantini ha evidenziato la funzione preziosa dell’imprenditoria diffusa. “Le piccole imprese impiegano l’80% dei giovani che entrano nel mercato del lavoro. Nelle piccole imprese il 70% degli under 30 è assunto a tempo indeterminato. Le piccole imprese realizzano il 50% del Made in Italy che esportiamo all’estero. Le piccole imprese sono dappertutto e fanno di tutto. Però alle piccole imprese bisogna permettere di contribuire, ad esempio, a centrare gli obiettivi ambiziosi del Pnrr”.

Aiutiamo le piccole imprese ad aiutare il Paese” ha sottolineato ancora Costantini con riferimento al codice appalti e alla proposta della Confederazione per favorire i piccoli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

CNA è convinta sul ruolo strategico del Mezzogiorno. “Abbiamo fatto l’ultima assemblea a Taormina dove abbiamo lanciato una sfida nuova, di protagonismo e responsabilità delle Pmi per il rilancio dell’economia europea. Lo abbiamo ribadito la scorsa settimana in Finlandia insieme al nostro presidente europeo, lo rilanceremo a breve insieme al vice premier Antonio Tajani con i colleghi tedeschi, e a fine mese a Bruxelles con le autorità comunitarie che incontreremo insieme alla presidenza nazionale. La sfida è immensa e non ha precedenti. Ma abbiamo le capacità per vincerla e lo faremo partendo dal Sud”.

Ad aprire il convegno i saluti del prorettore dell’Università di Palermo, Fabio Mazzola, del sindaco di Palermo Lagalla e del presidente di CNA Sicilia Sebastiano Battiato. Tra gli interventi il presidente di regione Sicilia Renato Schifani ha rilevato che “la ripresa economica la vedo non solo negli auspici, ma anche nelle iniziative di questi ultimi mesi da parte del Governo. La mia intenzione è quella di porre grande attenzione alle iniziative imprenditoriali anche attraverso il superamento del gap infrastrutturale della nostra regione. E su questo abbiamo già previsto lo stanziamento di diverse risorse.”

La relazione introduttiva è stata illustrata dal Delegato per il Mezzogiorno di CNA, Mauro Crimi, il quale ha evidenziato che “dobbiamo avere la consapevolezza che non ci può essere crescita dell’Italia se non cresce il Mezzogiorno e che il Mezzogiorno deve far parte di una strategia politica ed economica che lo veda al centro di un vero e proprio progetto Paese”.

Il Sud sconta un forte gap di sviluppo economico ed è gravato da problemi di divari e coesione ma “non possiamo immaginare che il Mezzogiorno resti fuori da una strategia che riguardi l’intero Paese. E’ giunto il momento di guardare il Sud come una macroarea economico-geografica e non solo come terra di divari storici mai colmati”. Crimi ha quindi evidenziato l’esigenza di robusti investimenti sulle infrastrutture, l’importanza di favorire l’accesso delle piccole imprese alle ZES.

E poi il Pnrr sul quale Crimi ha invitato i rappresentanti degli enti locali ad un “confronto ancora più serrato con il mondo delle piccole e medie imprese per individuare, anche con il loro contributo, le strade da percorrere per la realizzazione del piano, partendo dalla considerazione che gli interessi delle imprese coincidono con quelli generali delle comunità dove operano”.

Mario Pagani, responsabile politiche industriali CNA, ha indicato una serie di misure per trainare il rilancio del Mezzogiorno a partire dalla conferma di alcuni interventi come il credito d’imposta per investimenti, Resto al Sud, o già sperimentate (voucher manager innovazione, Temporary Export Manager).

Per sostenere gli investimenti è però fondamentale agevolare l’accesso al credito. Potrebbe essere attivato uno specifico strumento che favorisca l’erogazione di credito di piccolo importo da parte di soggetti vigilati che abbiano però familiarità con il contesto, ovvero i Confidi.

Il Ministro Fitto ha fatto il punto sul Pnrr e sulle risorse della programmazione partendo dall’intuizione del nuovo governo di definire una visione unica della programmazione dalle politiche di coesione al Pnrr. L’esperienza non è delle migliori considerato che a fronte di 126 miliardi della precedente programmazione ne sono stati spesi il 34% in 9 anni mentre “dovremmo spendere in 5 anni quasi il doppio di quelle risorse”.

Fitto ha quindi messo in evidenza che il governo ha deciso un profondo cambiamento della cabina di regia per favorire il confronto con gli attori economici e sociali. “E’ stata fatta una legge per coinvolgere le parti sociali nella cabina di regia per favorire il confronto e arrivare a scelte condivise”.

Il ministro Musumeci ha sottolineato la rinnovata centralità del Mediterraneo, “non più mare di frontiera ma di cerniera che può e deve diventare luogo attrattivo per i grandi investimenti”, indicando che l’Unione europea finora ha guardato a Est ed ha trascurato il Mediterraneo. La Sicilia strategica come hub energetico del Mediterraneo e soprattutto puntare allo sviluppo dell’economia del mare, “una grande opportunità per le piccole imprese che sono un bene da tutelare”.

L’assessore Delli Noci ha rilevato che “il problema dello sviluppo del Meridione, è un problema nazionale ed è fondamentale che il Governo si confronti con le regioni l’assegnazione dei fondi che possono permettere uno sviluppo in linea con il resto dell’Europa. Nella nostra regione abbiamo istituito le zone Franche per l’artigianato per favorire e incentivare l’insediamento e l’aggregazione delle imprese artigiane, ogni comune sceglie quale area dell’artigianato valorizzare in base alla propria specifica vocazione”.

 

 

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