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L’efficienza energetica per il rilancio dell’edilizia

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Il futuro dell’edilizia marchigiana è nelle ristrutturazioni e nel risparmio energetico. CNA Marche e Confartigianato Marche hanno sottoscritto un protocollo d’intenti con Cgil, Cisl e Uil e con le associazioni dei consumatori Federconsumatori, Adiconsum e Adoc, che è già stato inviato alla Regione. Si tratta di una proposta per incentivare l’efficienza energetica nel settore delle costruzioni, rivolta ai proprietari delle 615 mila abitazioni marchigiane, alla Regione, agli enti locali e alle istituzioni pubbliche.

Il protocollo prevede, tra le altre cose, la costituzione di un Fondo di garanzia regionale con la partecipazione della Regione, della Cassa Depositi e Prestiti e di altri soggetti istituzionali, finalizzato ad abbassare i tassi dei mutui bancari per i marchigiani che intendono, migliorare l’efficienza energetica delle loro abitazioni.

Le proposte di Cna e Confartigianato verranno presentate giovedì 17 marzo ad Ancona alle ore 17 nella sala riunioni della Confartigianato Marche, in via Fioretti (zona Baraccola).

Interverranno i responsabili regionali di Cna Costruzioni Marco Bilei e Confartigianato Costruzioni Franco Gattari. Di “efficienza energetica nel nuovo Piano energetico regionale” parlerà la dirigente della Regione Marche Katiuscia Grassi mentre il dirigente della Regione Fabio Travagliati illustrerà “le misure del Por Fesr a sostegno delle politiche energetiche”. Concluderà il professor Paolo Sospiro dell’Università di Macerata, che presenterà il volume “Case Pro.P.RI.E, proposta di un piano di ristrutturazione energetica del patrimonio immobiliare”

“Le case dei marchigiani” affermano Gattari e Bilei “hanno bisogno di interventi per le ristrutturazione e per  il risparmio energetico, perché il 70 per cento delle abitazioni è stato costruito più di 40 anni fa e il 20 per cento versa in cattivo stato di manutenzione”.

Si tratta di interventi che, secondo Cna e Confartigianato, sono indispensabili per rilanciare un settore che negli anni della crisi ha perso terreno. Infatti se gli investimenti nelle manutenzioni straordinarie sono aumentati dal 2009 del 21 per cento, quelli in nuove abitazioni sono crollati del 65 per cento e quelli nelle opere pubbliche del 48 per cento.

Alla fine del 2015 le imprese edili marchigiane erano 23.386 di cui 16.260 artigiane. Proprio queste ultime sono state quelle che hanno pagato di più la crisi, con una diminuzione del 13,1 per cento del numero delle imprese negli ultimi sei anni mentre complessivamente il settore delle costruzioni perdeva il 7,4 per cento delle imprese. Solo lo scorso anno le imprese edili artigiane sono diminuite di 464 unità.

Bilancio pesante anche per i lavoratori del settore. In sei anni si sono persi 8.800 posti del lavoro, pari al 21,1 per cento del totale. In pratica ad aver perso il lavoro, secondo il rapporto Cedam, è stato un occupato in edilizia su cinque. Attualmente gli occupati nelle costruzioni marchigiane sono 32.650 di cui il 48,8 per cento sono dipendenti rispetto ad una media nazionale del 60 per cento.

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