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Misure di tutela del formaggio pecorino romano

AGGIORNAMENTO LAVORI CAMERA 

Risoluzioni nn.

7-01164 

On. Schullian (Misto)

 

7-01180

 Marrocu (PD)

 

Stato iter:

In corso

 

 

COMMISSIONE XIII AGRICOLTURA

 

Iniziative per la tutela del settore lattiero caseario ovino-caprino e del formaggio pecorino romano DOP.

 

Nella seduta dell’8 febbraio è iniziato l’esame delle risoluzioni in titolo.

L’on. Pili (Misto), in qualità di cofirmatario della risoluzione 7-01164, prima di illustrare i contenuti della risoluzione in esame ha riferito  che  il Governo sarebbe in procinto di stanziare soltanto quattro milioni di euro allo scopo di requisire le eccedenze di pecorino romano DOP. Si tratta, a suo avviso, di una misura  inefficace che non assicurerebbe un’adeguata remunerazione ai produttori di latte ovicaprino in difficoltà per il prezzo del latte ovino che ha raggiunto una quotazione bassissima,

È pertanto a suo avviso indifferibile l’esigenza di adottare misure che consentano di smaltire il surplus della produzione assicurando il giusto compenso ai produttori e di proseguire lungo la strada intrapresa con il decreto ministeriale 9 dicembre 2016 che ha previsto, per i soli prodotti lattiero caseari di latte vaccino, l’indicazione di origine del latte in etichetta estendendo l’applicazione di tale normativa anche al latte ovicaprino.

Sempre sul versante delle iniziative normative che dovrebbero essere assunte, l’on. Pili ha ritenuto auspicabile l’istituzione di una vera e propria Authority del settore lattiero caseario ovicaprino per la certificazione di qualità e quantità, capace di regolare la produzione di punta e ridurre al massimo la differenza tra la quotazione del pecorino romano e quella di prodotti diversificati.

Da ultimo, ha sottolineato con rammarico che è in atto il tentativo di far riconoscere una nuova denominazione di origine «Cacio romano», di fatto danneggiando la DOP «Pecorino romano» mediante un’azione che a suo avviso può essere considerata vera e propria contraffazione.

 

L’on. Marrocu (PD), primo firmatario della risoluzione 7-01180, ha dato conto della situazione di grave crisi nella quale versa il settore agro-pastorale in Sardegna.

A suo avviso,  deve essere data una tempestiva risposta  come quella di inserire il pecorino romano DOP, come per altre produzioni, nel paniere dei prodotti che accedono al programma di intervento per l’aiuto alimentare agli indigenti.

A tal fine, devono però essere stanziate risorse adeguate, tenuto conto che, tra i formaggi a pasta dura inclusi nel paniere, il pecorino è quello che versa in una condizione di maggiore crisi e che quindi necessita di un maggiore supporto.

A tale misura deve aggiungersi anche uno stanziamento adeguato in favore della regione Sardegna che possiede i due terzi del patrimonio ovicaprino nazionale nell’ambito delle risorse comprese nel pacchetto di aiuti alla zootecnia autorizzati dalla Commissione europea. 

 

Il seguito dell’esame delle risoluzioni è stato rinviato ad altra seduta.

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