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Tra etica e lavoro, economia e crescita sociale. Le sfide della riforma del Terzo Settore

Credito d’imposta per chi elargisce denaro in favore degli enti del Terzo Settore non commerciali che abbiano presentato un progetto per recuperare, tra le altre cose, beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata; registro unico nazionale e diritto dei lavoratori a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi; riforma del Servizio Civile Universale. Sono alcune delle novità contenute nei tre decreti attuativi della legge delega di Riforma del Terzo Settore, che comporranno il Codice unico, approvati a metà maggio dal Consiglio dei ministri in via preliminare. Per approfondire i vari aspetti CNA ImpresaSensibile, associazione di promozione sociale senza fini di lucro creata dalla CNA per coniugare etica e lavoro, economia e crescita sociale, benessere e produzione di ricchezza, ha organizzato un incontro dal titolo “Il nuovo volto del servizio civile: sfide e opportunità” proprio per approfondire tutte le novità che riguardano il Terzo Settore, il 5 per mille e il Servizio Civile. Ai saluti di Claudio Giovine, direttore divisione Economica e Sociale CNA, sono seguiti gli interventi di Gabriella Vinci, responsabile nazionale CNA Impresasensibile,  Romano Benini, docente di politiche del lavoro e consulente di CNA ImpresaSensibile e Walter Costantini, consulente CNA Impresasensibile.

Il Codice unico del Terzo Settore prevede diverse novità. Tra queste le nuove disposizioni su  organizzazione, amministrazione e controllo, raccolta fondi,  contabilità e trasparenza degli enti del Terzo Settore; l’obbligo di bilancio sociale per gli enti sopra una certa dimensione; il diritto dei lavoratori ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi;  in ciascun ente, la differenza retributiva tra lavoratori non può essere superiore al rapporto di uno a sei, da calcolarsi sulla base della retribuzione annua lorda e il registro unico nazionale del Terzo settore, cui gli  enti devono iscriversi per poter accedere ai benefici ad essi riservati.

Si prevede poi la possibilità di acquisire la qualifica di impresa sociale per tutte le organizzazioni private, incluse quelle costituite in forma societaria, che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività. Tra le attività di interesse generale da esercitare perché un ente possa essere impresa sociale vanno considerate le prestazioni sanitarie riconducibili ai LEA (Livelli essenziali di assistenza), la formazione extra-scolastica per prevenire la dispersione scolastica e garantire il successo scolastico e formativo, la cooperazione allo sviluppo e l’agricoltura sociale. Ciascuna di queste attività deve essere svolta “in via principale”, ossia deve generare almeno il 70 per cento dei ricavi complessivi. Aumentano infine i possibili beneficiari del 5 per mille: tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro unico nazionale. Chi riceve il cinque per mille entro un anno deve inviare rendiconto e relazione illustrativa, pubblicare sul sito gli importi percepiti e l’uso che ne fa. “Il nuovo testo riordina e revisiona in modo organico la disciplina vigente in materia e dà al Servizio Civile un respiro internazionale, rendendolo, appunto “Universale”” ha dichiarato Gabriella Vinci. “Un passo avanti importante per aprire nuove opportunità a tante realtà impegnate nel sociale e a molti giovani desiderosi di fare la loro parte per rendere migliore il nostro Paese”.

 

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