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Stabilisce i valori di riferimento per la dieta della vitamina D

 

‘EFSA ha stabilito i valori di riferimento nella dieta (DRV) per l’assunzione di vitamina D. L’EFSA fornisce questo parere ai gestori del rischio dei Paesi europei, che li usano per esprimere raccomandazioni per i consumatori. 

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui prodotti dietetici, l’alimentazione e le allergie (NDA) ha stabilito per gli individui sani di oltre un anno di età un apporto adeguato (AI) di 15 µg al giorno. Nel gruppo sono incluse donne in gravidanza e donne in allattamento. Per i lattanti di età compresa tra 7 e 11 mesi i DRV sono stati fissati a 10 µg al giorno.

L’impostazione dei DRV per la vitamina D, che fa parte della revisione dei valori di riferimento per l’assunzione di sostanze nutritive e calorie  già stabiliti nel 1993, è di ausilio ai gestori del rischio per formulare raccomandazioni specifiche sull’assunzione di sostanze nutritive che consentano ai consumatori europei di fare scelte dietetiche sane.

La vitamina D può anche essere sintetizzata dall’organismo tramite esposizione al sole, riducendone in tal modo la quantità da assumere con la dieta. I DRV per la vitamina D sono basati sull’ipotesi che l’esposizione al sole sia minima, e dunque limitati i livelli di vitamina D sintetizzata. I DRV servono a garantire che i consumatori europei assumano sufficienti livelli di vitamina D, a prescindere dalla loro ubicazione geografica ed esposizione alla luce solare.

La vitamina D svolge un ruolo importante nell’organismo, contribuendo, in particolare, a mantenere ossa e funzionalità muscolare in buone condizioni. La carenza di vitamina D può avere effetti negativi sulla densità ossea, causando ossa molli nei bambini (rachitismo) e ossa fragili o deformi negli adulti.

L’EFSA raccomanda di eseguire ulteriori ricerche sugli effetti dell’assunzione di vitamina D tramite alimentazione e per sintesi cutanea.

La valutazione eseguita dell’EFSA per i consumatori europei si rifà a quella del Comitato scientifico consultivo sulla nutrizione del Regno Unito (SACN), che ha stabilito i DRV di vitamina D raccomandati per la popolazione del Regno Unito. Al parere scientifico è acclusa una nota esplicativa dell’EFSA che espone i rispettivi metodi adottati dai due organismi nel ricavare i DRV di vitamina D, tra cui la metodologia, i dati utilizzati e l’area geografica trattata dalla valutazione.

 

 

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