“L’economia del mare con il suo dinamismo e il potenziale di innovazione può e deve diventare il faro della transizione ecologica. La nostra associazione, le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori sono pronti a raccogliere la sfida.” Il presidente CNA, Dario Costantini, chiude con queste parole il suo saluto al 1° Summit Blue Forum Italia Network che si terrà a partire da oggi a Gaeta.

Una due giorni che vedrà i principali attori dell’Economia del Mare confrontarsi sulle tematiche della transizione ecologica e digitale del mare, con l’obiettivo di cogliere le opportunità del percorso verso un’Economia del Mare Sostenibile tracciate dalla comunicazione 240 Final del 17 maggio 2021 della Commissione europea.

“Il primo summit blue forum – continua Costantini-  e la presentazione del decimo rapporto sull’economia del mare, rappresentano quindi una preziosa occasione per valorizzare le potenzialità, avviare la costruzione di una rete per definire strategie per connettere e integrare le diverse dimensioni della blue economy.”

Nel suo intervento, il presidente CNA sottolinea l’importanza di tale economia per un Paese come l’Italia con la sua storia profondamente legata agli scambi e ai commerci via mare. Tuttavia, precisa Costantini, la blue economy “non ha l’attenzione che merita, non solo in termini di spessore economico, sociale e culturale, anche per il contributo straordinario che può garantire in termini di innovazione e sostenibilità nell’ambito degli orientamenti del Green Deal europeo per trasformare la nostra economia, renderla più efficiente, più competitiva e più equa.  Se il Green Deal europeo indica la rotta, il PNRR è il motore indispensabile per raggiungere obiettivi ambiziosi ma irrinunciabili.”

“La transizione energetica e quella digitale diventano fondamentali per realizzare l’agenda della sostenibilità, coinvolgendo pienamente il sistema delle micro e piccole imprese, che in tutta Europa ma soprattutto in Italia rappresentano l’asse portante della blue economy, dalla cantieristica al turismo, dalla pesca al diportismo. Una filiera che ha realizzato performance migliori rispetto alla media dell’economia italiana anche in tempi recenti, nonostante una congiuntura sfavorevole e ritardi normativi e infrastrutturali da colmare rapidamente.”