Edilizia, nessuno tocchi i bonus - CNA

Il responsabile del dipartimento Relazioni istituzionali e affari legislativi della CNA, Marco Capozi, intervistato da Radio inBlu, parla dei risultati dell’indagine CNA che ha evidenziato l’effetto trainante dei bonus edilizi per l’economia.

I bonus casa rappresentano uno straordinario volano per l’economia – afferma Capozi – Dall’indagine del centro studi CNA emerge che nel 2021 la crescita delle spese edili di imprese e famiglie aumenterà del 63% rispetto al 2019 (anno pre-pandemia), una stima che in termini assoluti si aggira sui 46 miliardi di euro, contro i 26,7 miliardi del 2020. Quando si parla di casa, gli italiani hanno una certa sensibilità e sono disponibili a investire, senza dimenticare che parlando di bonus edilizi si parla di riqualificazione e efficientamento energetico, quindi meno consumi e più risparmi”.

Il responsabile del nostro dipartimento Relazioni istituzionali ha analizzato poi la prima stesura della Legge di Bilancio con riferimento ai bonus edilizi. “Se da un alto assistiamo alla conferma del Superbonus 110% su tutti i condomini fino al 2023, per le unità unifamiliari e le villette questa misura dovrebbe fermarsi alla fine di quest’anno e verrebbe prorogata fino al 2023 soltanto con una soglia Isee non superiore ai 25mila euro – prosegue Capozi – Anche il bonus facciate, nella Legge di Bilancio subisce una riduzione dal 90 al 60% ed è una delle misure che ha dato grande prova della sua utilità, contribuendo significativamente alla riqualificazione dei centri abitati, per questo come CNA abbiamo richiesto di mantenere l’attuale agevolazione fino al 2023”.

Capozi infine interviene sul decreto contro le frodi riguardanti i bonus casa: “Il provvedimento interviene dopo il dato diffuso dall’Agenzia delle entrate: 800milioni di crediti per lavori mai eseguiti. Un dato esorbitante contro cui bisogna sicuramente intervenire. Ma l’introduzione di questa nuova griglia di controlli preventivi – conclude Capozi – non deve diventare un ulteriore ostacolo burocratico tale da scoraggiare il ricorso ai bonus”.