Non si arresta la diminuzione di credito erogato dal sistema bancario al sistema produttivo italiano. Anche marzo ha segnato un nuovo arretramento: -9% in un anno. A registrare l’ennesima debacle è la Banca d’Italia.

Tra la fine del 2011 e marzo 2019 lo stock di credito bancario alle imprese è diminuito di circa 250 miliardi, oltre un quarto del totale. Solo nei primi tre mesi di quest’anno il calo è stato di 15 miliardi, poco meno del 2% tra gennaio e marzo. Un’accelerazione che non può non preoccupare. Ancora più preoccupante è la constatazione che le strade dell’andamento dei prestiti al sistema produttivo e del prodotto interno lordo si sono divaricate. Alla crescita, sia pure risicata, del Pil si contrappone l’arretramento consistente dei prestiti. Ma senza credito non ci sono investimenti, non si cresce, non si compete. Tanto più in un sistema, come quello italiano, ancora dipendente dal credito bancario, anche in assenza di concrete alternative al credito tradizionale.

E’ (ancora) stretta creditizia continua. Dal 2011
Elaborazioni Centro Studi CNA su dati Banca d’Italia