Nel 2018 quasi 3300 sardi, soprattutto giovani, hanno lasciato la nostra regione in cerca di lavoro e di opportunità: il flusso migratorio – più che raddoppiato rispetto ai livelli dello scorso anno – rappresenta per la Sardegna il record storico dell’ultimo ventennio e contribuisce ad accelerare l’inesorabile e preoccupante declino demografico che sta interessando la nostra regione.

È quanto si evince da un report del Centro studi della CNA Sardegna che analizza i recenti dati dell’ISTAT sui flussi della popolazione residente nell’isola. Le ultime statistiche confermano infatti il trend negativo emerso in maniera sempre più netta nel corso dell’ultimo quinquennio: alla fine del 2018 la popolazione residente registrata in Sardegna è di un milione e 639mila, quasi 9mila abitanti in meno rispetto all’anno precedente, Con un decremento netto del -5,4% l’isola si colloca ben al di sopra del calo medio nazionale (-1,5%) e supera anche la variazione media delle regioni del Mezzogiorno (-4,2%). 

Tabella 1 – Popolazione residente a fine anno e variazione percentuale rispetto all’anno precedente

 

2013

2014

2015

2016

2017

2018 *

Sardegna

1.663,9

1.663,3

1.658,1

1.653,1

1.648,2

1.639,3

Variazione assoluta

 

-0,6

-5,1

-5,0

-5,0

-8,9

Variazione percentuale

    

 

 

Sardegna

 

-0,3

-3,1

-3,0

-3,0

-5,4

Mezzogiorno

 

-1,0

-3,0

-3,0

-4,1

-4,2

Italia

 

0,2

-2,1

-1,3

-1,8

-1,5

Fonte: elaborazione CNA su dati ISTAT. (*) Stime

 

All’origine del problema – evidenzia il report della CNA Sardegna – c’è come detto il rilevantissimo flusso di popolazione in uscita, stimato nel 2018 in quasi 3.300 individui, principalmente giovani, che dall’isola sono emigrati verso altre regioni italiane. Questo flusso risulta più che raddoppiato rispetto ai livelli dello scorso anno (1.251 residenti in meno) ma, osservato in un orizzonte temporale più ampio, rappresenta per la Sardegna il record storico dell’ultimo ventennio. Anche se la ripresa dei flussi migratori (per lo più giovani) verso il centro-nord (e il corrispondente impoverimento demografico e sociale) è un fenomeno generalizzato che coinvolge tutte le regioni del Mezzogiorno e con cui il Paese sarà costretto a confrontarsi per tutto il prossimo ventennio.

Al forte incremento dell’emigrazione verso le altre regioni si aggiunge una netta riduzione dei flussi di popolazione proveniente dall’estero, con un saldo tra iscrizioni e cancellazioni stimato nel 2018 in 2.466 unità: il 32% in meno rispetto ai valori dell’anno precedente. Il movimento con l’estero (in cui prevale la componente straniera) resta quindi nettamente inferiore al flusso in uscita verso l’Italia (in cui prevale la componente italiana) definendo un bilancio migratorio complessivo di 822 residenti in meno.

 

Tabella 2 – Movimento migratorio con l’interno e con l’estero in Sardegna

 

2013

2014

2015

2016

2017

2018 *

Migrazioni verso le altre regioni

-1.252

-1.041

-1.457

-1.654

-1.251

-3.288

Iscrizioni

31.526

29.576

28.398

29.007

29.354

 

Cancellazioni

32.778

30.617

29.855

30.661

30.605

 

Saldo con l’estero

1.768

959

1.439

2.154

3.637

2.466

Iscrizioni

4.361

3.820

4.535

5.524

7.218

 

Cancellazioni

2.593

2.861

3.096

3.370

3.581

 

Fonte: elaborazione CNA su dati ISTAT. (*) Stime

 

“L’accelerazione dei fenomeni di declino demografico trae origine dal perdurare della difficile situazione economica e dalla mancanza di opportunità di inserimento lavorativo specialmente per i più giovani”, evidenziano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della CNA Sardegna. “Se la Sardegna non riuscirà ad invertire la rotta saranno sempre di più i giovani sardi che cercheranno fuori dall’isola opportunità lavorative e di vita, determinando un impoverimento sempre più marcato del tessuto socio-economico con conseguenze devastanti per gli equilibri demografici ed economici della nostra regione”.