Fare impresa in Italia? E’ davvero un’impresa! Ma per i giovani diventa una vera e propria sfida. L’“ascensore sociale”, quel meccanismo che dovrebbe consentire alle giovani generazioni di elevare la loro condizione economica e sociale inserendosi nel mercato del lavoro, è irrimediabilmente bloccato. La possibilità di migliorare il proprio benessere economico e il proprio “status” sociale è sempre stato l’incentivo più potente all’attività imprenditoriale, il motore fondamentale dello sviluppo e del progresso civile di ogni Paese. Ma la percezione diffusa nel nostro Paese è che il successo economico, personale e professionale, sia qualcosa che soprattutto si “eredita” dalla propria famiglia di origine e non qualcosa che si costruisce con il lavoro duro ogni giorno attraverso lo sviluppo delle proprie capacità e potenzialità. Il rischio è che sempre più il desiderio dei giovani diventi quello di “giocare sul sicuro”, cercando garanzie e tutele, rassegnandosi all’immobilismo e rinunciando alla possibilità di realizzare le loro aspirazioni.

E’ un fenomeno, purtroppo sempre più radicato e diffuso in Italia, che danneggia i giovani e il fare impresa, sarà al centro di CNA Next, l’evento annuale di CNA Giovani Imprenditori, quest’anno giunto alla sua nona edizione e che si terrà a Milano il 4 ottobre, presso il Talent Garden Calabiana.

“Mettersi in proprio, un’impresa bella (s)e possibile”

L’immobilità sociale è al centro dell’indagine “Mettersi in proprio, un’impresa bella (s)e possibile”, promossa da CNA Giovani Imprenditori. All’appello hanno risposto circa mille imprenditori under 40, testimoni di una parte del mondo giovanile che ha scelto di non mettersi in fila davanti all’ascensore, ma di “prendere le scale” alla ricerca del percorso più adatto per esprimere e dare valore alle proprie potenzialità.
Le risposte sono chiarissime: bisogna rimettere al centro le giovani imprese e i giovani che vogliono “fare” impresa e che dallo Stato non vogliono ricevere “assistenza”, ma “opportunità” per crescere, migliorare se stessi, contribuire allo sviluppo e al progresso economico e sociale della comunità.

Fare impresa è una scelta

La maggior parte degli intervistati dichiara di aver intrapreso questo percorso per «realizzare le proprie aspirazioni». Chi sceglie di diventare imprenditore lo fa in ragione di un progetto ben definito e di una aspirazione forte, che riguarda non solo la dimensione professionale, ma anche la scelta di vita. Non si tratta di un ripiego, ma di una vera e propria sfida.

La formazione conta

Più della metà degli intervistati ha frequentato corsi di specializzazione, formazione e aggiornamento. L’imprenditore, proprio per via del rischio che intende sostenere e affrontare, è consapevole della necessità di dover avere una forte preparazione e di doverla continuamente aggiornare.

Serve più credito

Sono pochi gli intervistati che hanno potuto accedere a forme di agevolazione o di garanzia al credito. Il sistema bancario sembra essere ancora lontano dal sostenere concretamente l’avvio di nuove attività economiche. Inoltre, le forme di garanzia pubblica al credito sono disomogenee, poco accessibili e limitate ad alcuni territori. Questa complessità scoraggia molti giovani imprenditori nella ricerca di risorse finanziarie.

Incentivi da ampliare

Tra gli intervistati sono pochi coloro che hanno potuto beneficiare di incentivi. Quei pochi recenti interventi a sostegno delle giovani imprese hanno avuto per lo più carattere regionale e assistenzialista. In definitiva, il panorama delle agevolazioni resta piuttosto limitato rispetto alla domanda delle giovani imprese. Prevale il ricorso all’aiuto del sistema famigliare e delle relazioni.

Maggiori tutele

La condizione di imprenditore comporta minori tutele sul piano del welfare, del sostegno al reddito, degli ammortizzatori, delle politiche attive, della conciliazione e, in generale, nel sistema dei diritti sociali. Risulta quindi necessario estendere il campo delle tutele, con particolare attenzione al welfare e agli strumenti di sostegno e di tutela nei periodi di inattività.

Dalle parole ai fatti

E’ forte ed emerge dall’indagine la consapevolezza di come l’imprenditore sia un “essere sociale” e che non bastino competenze tecniche e voglia di fare: serve un sistema di relazioni e di servizi, un ambiente adatto e soprattutto che tutta l’Italia, in ogni regione, costituisca un contesto fertile per chi ha talento, voglia di fare ed un valido progetto di impresa.
I giovani hanno bisogno di una politica in grado di affrontare in modo più efficace le difficoltà di chi sceglie di mettersi in proprio e di fare l’imprenditore puntando tutto sul merito formato da studi, competenze, esperienze e dalla voglia di rischiare.
Il fare impresa resta a tutti gli effetti uno dei motori più potenti per far ripartire l’ascensore sociale.

I CNA Next Lab

Anche quest’anno CNA Next sarà anticipato dai CNA Next Lab, eventi territoriali volti a coinvolgere attivamente i giovani imprenditori con contributi e idee sul tema scelto per l’evento nazionale.
Il CNA Next di ottobre sarà, pertanto, il momento conclusivo, di sintesi e di proposta politica, frutto di un lavoro condiviso e sviluppato attraverso le attività che i Raggruppamenti dei Giovani Imprenditori realizzeranno nei rispettivi territori. I CNA Next Lab quest’anno si svolgono tra i mesi di maggio e luglio. Di seguito l’agenda degli eventi già calendarizzati:

17 maggio CNA Next Lab Parma (n°1)
25 maggio CNA Next Lab Modena
8 Giugno CNA Next Lab Vicenza
12 Giugno CNA Next Lab Reggio Emilia
12 Giugno CNA Next Lab Ferrara
25 Giugno CNA Next Lab Parma (n°2)