Il Coronavirus infetta anche il turismo

Il 2020 doveva essere l’anno in cui celebrare i legami tra Cina e Italia, perché coincide con il 50° anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Ma con la diffusione del Coronavirus tutto si è fermato.

Solo pochi mesi fa erano state inaugurate all’aeroporto di Fiumicino nuove rotte verso la Cina per far diventare lo scalo romano uno dei più collegati, in Europa, col celeste impero.

Con circa 5 milioni di turisti registrati all’anno, l’Italia è la meta europea preferita dai cinesi, come spiega Cristiano Tomei, coordinatore di CNA Turismo e Commercio ai microfoni di Euronews, canale di informazione europeo “Nel triennio 2016-2018, il turismo cinese in Italia è aumentato del 30%”. La decisione del governo italiano di dichiarare lo stato di emergenza e di sospendere tutti i voli da e per la Cina ha messo un freno a questa ondata di turismo, ma a farsi condizionare dalla paura del virus sono soprattutto gli italiani, come rileva un’indagine condotta da CNA Turismo tra le agenzie di viaggio associate all’Aiav, organizzazione aderente alla Confederazione.

“Ci auguriamo – conclude Tomei – che entro i primi tre mesi del 2020 ci siano delle notizie positive rispetto a questa epidemia, così da evitare ulteriori disdette di viaggi già prenotati“.

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