Si chiude una porta, si apre un portone. Così è stato per Jacopo Corona, 26enne cresciuto coltivando due passioni: una per la cucina, l’altra per il sociale.

Lavorava in un laboratorio di una catena di supermercati quando, nel luglio 2017, l’attività ha cessato e Jacopo si è dovuto reinventare.

“Perdere il lavoro? E’ stata l’occasione della mia vita! – racconta – Non una sconfitta, bensì un’occasione. Mi sono detto: questo è il mio momento per buttarmi. E mi sono buttato”.

Lo ha fatto partendo da ciò che amava fare: lavorare nel mondo alimentare, cercando di unire a ciò l’altra sua vocazione, quella per il mondo del volontariato.

“Già dai tempi delle scuole medie la mia aspirazione era cucinare, tanto che a casa, quando c’erano ospiti, mi occupavo io del menù. Il mondo del volontariato mi ha invece ‘rapito’ a 15 anni, quando ho vissuto un’esperienza a Rimini come volontario in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Anni dopo, sono entrato nella cooperativa sociale Roller House, che si occupa di inserimento lavorativo dei ragazzi disabili”.

E così è scattata l’idea di Jacopo: creare un’attività che ama fare e che contemporaneamente aiuta in modo concreto le persone in difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, creando, di fatto: speranza, libertà economica e sociale.

“Mi sono messo a tavolino e ho buttato giù un progetto, ho studiato, ho fatto corsi di economia, marketing, social media, ecc. ho ampliato le mie conoscenze e ho redatto il business plan, poi mi sono messo a cercare i fondi”.

E qui, i primi ostacoli: non arrivando aiuti dalle istituzioni, Jacopo si è gettato nel crowdfunding, contemporaneamente cercando un socio e trovandolo nel suo amico ed ex allenatore di calcio Gianluca Di Lorenzo…

 

 

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