KEP

Per rafforzare la crescita e la competitività delle imprese italiane è necessario promuovere sinergie tra il mondo della ricerca e il mondo delle imprese. Per riuscirci, servono soluzioni innovative.

Da queste premesse nasce l’iniziativa sviluppata dall’Enea  in collaborazione con CNA, Confapi, Confartigianato, Confindustria e Unioncamere  presentata a Roma mercoledì 16 maggio nel corso dell’evento “Innovare insieme: una sfida per Istituzioni, Ricerca e Imprese”.

Il progetto, denominato Knowledge Exchange Program (Kep), mette a disposizione delle imprese e delle loro associazioni un team di quindici ‘ambasciatori dell’innovazione’ specializzati nel trasferimento tecnologico “su misura”, proprio grazie alla consulenza di ricercatori dedicati e al supporto di infrastrutture all’avanguardia.

L’iniziativa è stata illustrata dal presidente dell’Enea, Federico Testa, con il viceministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, il vicepresidente di Cassa depositi e prestiti, Luigi Paganetto, il  capo della segreteria tecnica del ministero dello sviluppo economico, Daniel De Vito, e dai rappresentanti delle Associazioni imprenditoriali coinvolte.

La posizione della CNA

Intervenendo a nome della CNA, la vicepresidente Stefania Milo, ha sottolineato come ”le nostre imprese segnano ancora un forte divario di capacità innovativa rispetto ad altri sistemi avanzati e l’innovazione può derivare in modo rilevante da un deciso rilancio delle attività di ricerca, purché queste si muovano in forte sinergia con il mondo dell’impresa, in particolare della piccola impresa”.

“Poche, ma non è purtroppo una novità, sono le forme di collaborazione con università e centri di ricerca – ha sottolineato Milo –  Per questo dobbiamo porci l’obiettivo di avvicinare le imprese, anche le più piccole, ai temi dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione, realizzando un sistema in cui i tutti i soggetti partecipano attivamente alla realizzazione di processi innovativi”.

“Il tema vero – ha precisato –  è cercare di capire come si possa favorire una relazione davvero bidirezionale tra due mondi che faticano a comprendersi, prima ancora che a collaborare. Bisogna avvicinare due mondi certamente complementari che, se riescono a condividere percorsi virtuosi, possono davvero conferire alla nostra economia una marcia in più, per competere al meglio in Italia e nel mondo. Nello specifico, ci siamo avvicinati con interesse a questo progetto, poiché riteniamo ci siano i presupposti per costruire relazioni più forti tra un centro di ricerca di provata eccellenza, quale Enea è, e il sistema delle imprese, anche di minori dimensioni.

“In particolare – ha proseguito – auspichiamo il mantenimento di un approccio aperto, che riesca a valorizzare anche le idee che nascono dentro l’impresa, presupponendo una relazione oggettivamente bidirezionale con l’impresa stessa. Avere immaginato anche una relazione più stretta e, speriamo, virtuosa, con le Associazioni di rappresentanza delle imprese, riteniamo possa favorire il mantenimento anche nel tempo di questo approccio più aperto”.

La CNA c’è convintamente consapevole del ruolo che può e deve giocare una Associazione di rappresentanza delle piccole imprese in termini di vero e proprio soggetto facilitatore nell’avvicinare questo mondo al mondo della ricerca”, ha concluso Milo.