Eclettico, creativo, innovatore, tuttologo. Era Leonardo Da Vinci, uno dei nostri avi più illustri che nel cinquecentesimo anniversario della sua morte è stato ricordato, e celebrato, ieri sera al Gran Valentino – Calanè Village di Castellaneta Marina in occasione della XXII Festa di CNA Pensionati. Dedicata proprio al sapere visionario di Leonardo Da Vinci, infatti, la manifestazione, che quest’anno accoglie oltre 700 pensionati associati provenienti da tutto lo stivale, ha aperto le sue iniziative di approfondimento con un Convegno dal titolo “Leonardo da Vinci, genio del saper fare”, con la presenza di Sergio Silvestrini, Segretario Generale CNA Nazionale, Giovanni Giungi, Presidente Nazionale CNA Pensionati, Filippo D’Andrea, Segretario nazionale CNA Pensionati e il prof. Luca Caricato, esperto vinciano.

“Leonardo è stato un genio assoluto, visionario, versatile, polimorfo, grande sperimentatore, un creativo del suo tempo che usava gli artigiani per realizzare le sue eccezionali invenzioni – ha detto Silvestrini – un uomo straordinario che ha creato nuove condizioni per il futuro, un atteggiamento che dovremmo avere anche oggi. Il suo grande insegnamento è proprio questo: pensare al futuro in termini complessi, totali, non segmentati”.

“Oggi – ha aggiunto Silvestrini – dobbiamo recuperare quella grandezza che rese straordinaria  l’Italia di Leonardo, Botticelli, Verrocchio, Bernini, Michelangelo. Grandissimi artisti che portarono l’arte italiana ai massimi livelli proprio con l’aiuto della maestria artigiana. Quella bellezza, quello stile, quella perfezione delle forme l’abbiamo impressa nel nostro DNA e con essa dovremmo poter ritrovare quell’orgoglio di essere un grande Paese. Un Paese meraviglioso, accogliente, affettivo, ironico, simpatico che ha smarrito queste sue caratteristiche ripiegandosi su se stesso e abbandonandosi alla rabbia, al pessimismo e alla chiusura. Una china distruttiva che dobbiamo contrastare”.

“La grande sfida che abbiamo davanti – ha concluso – è confrontarsi con l’economia 4.0, con la visione universale che Leonardo ci insegna:  dare un senso compiuto, umano all’innovazione tecnologica, connotarla con una forte carica di cultura, di umanità, di consapevolezza e di apertura. O riusciremo a fare questo o il nostro è un futuro di alienazione”.

E a condurci nel mondo del sapere eclettico e geniale di Leonardo da Vinci è stato Luca Caricato, professore esperto Vinciano, che ha riportato la platea in pieno Rinascimento. Dai celebri disegni di Leonardo, all’Uomo Vitruviano,  passando per le sue famose macchine, magnifiche anticipazioni dei robot moderni come il famoso leone meccanico commissionato da Papa Leone X che sapeva camminare, sedersi, aprire il petto e offrire gigli in omaggio alla città natale del Papa stesso. E poi ai suoi famosi quadri, dalla celebre Gioconda, suo dipinto del cuore,  ceduto dopo la morte a Francesco I,  al Cenacolo, che Leonardo dipinse con lentezza, fatica e tecniche poco adatte alla conservazione, agli studi matematici fino a quelli anatomici, che diedero ispirazione ai posteri per la costruzione di una moderna e funzionante valvola aortica.

“Leonardo ha lasciato un’eredità nei suoi disegni più che nei suoi scritti, nelle sue pitture e nelle sue sculture – ha spiegato Caricato – lui era il disegnatore del Rinascimento e disegnava soprattutto oggetti destinati alla manifattura degli artigiani. Il suo genio è ancora attuale, si pensi al disegno esploso, da lui inventato e che ancora ci serve per montare mobili, giocattoli o altri nostri oggetti di uso comune”.

Il legame intenso fra Leonardo e l’artigianato è stato sottolineato anche da Giovanni Giungi, Presidente di CNA Pensionati: “L’artigiano ha una visione leonardiana per definizione – ha detto – è abituato a usare il proprio cervello per risolvere i problemi che tecnicamente affronta ogni giorno con il suo lavoro. L’artigiano immagina, inventa, risolve. Molte botteghe artigiane sono nate da idee visionarie e hanno saputo trasformare in realtà piccoli sogni così come faceva Leonardo con le sue macchine”.

La grande modernità di Leonardo è stata ricordata anche dal Segretario Nazionale di CNA Pensionati Filippo D’Andrea.  “I maestri artigiani del tempo – ha detto – erano abituati a realizzare le idee di geni come Leonardo da Vinci che inventò ben 28 macchine diverse.  Il grande sapere artigiano che traduce in pratica creatività e idee è stato tramandato nel corso della nostra storia e con esso siamo stati in grado di portare il nostro Paese fra le prime 7 potenze economiche mondiali. Oggi dobbiamo saper tramandare questo immenso sapere alle nuove generazioni nell’era di internet e della robotica. CNA Pensionati lo sta facendo da tempo con il progetto ‘Fra generazioni’, grazie alla collaborazione con Fondazione Mondo digitale che trasferisce il sapere fra anziani e giovani e viceversa”.