Dopo la forte contrazione registrata in agosto (-1,2%), anche in settembre l’occupazione nelle micro e piccole imprese e l’artigianato è diminuita su base congiunturale (-0,4%) confermando l’andamento ciclico osservato negli anni passati.

 

 

Il bimestre agosto-settembre rappresenta infatti una fase di ripiegamento dell’andamento dell’occupazione nelle imprese artigiane e di dimensione micro e piccole che quest’anno è risultato più profonda che in passato: su base annua la variazione dell’occupazione, seppur ancora positiva (+2,7%), si è ridotta di un punto rispetto a quella messa a segno nel settembre 2017.

Questo andamento, unitamente al rallentamento dell’attività economica dell’Italia, suggerisce che quest’anno il recupero della base occupazionale che si verifica solitamente tra ottobre e novembre potrebbe essere rimandato di qualche mese.

Il calo dell’occupazione di settembre è stato determinato soprattutto dalle cessazioni che, aumentate su base annua del 15,6%, hanno controbilanciato la crescita delle assunzioni prossima ai dieci punti percentuali (+9,9%).

 

 

 

Complessivamente, i nuovi posti di lavoro creati in settembre sono il 3,6% dell’intera base occupazionale registrata alla fine del mese (si tratta del secondo valore più alto dopo quello registrato a gennaio 2018)mentre i rapporti di lavoro cessati sono risultati invece pari al 4,0% della stessa (il secondo valore più alto dopo quello registrato a dicembre 2017). Insieme, i flussi di lavoratori in entrata e in uscita, pari complessivamente al 7,6% dell’occupazione, hanno raggiunto il valore più elevato da quando esiste questo Osservatorio, segnalando un aumento del turn over nelle imprese monitorate. Si tratta probabilmente di un primo effetto delle nuove norme in tema di lavoro contenute nel cosiddetto Decreto Dignità che, reintroducendo la causale per i contratti a tempo determinato di durata superiore all’anno, spingono di fatto le imprese a occupare la manodopera per periodi inferiori ai dodici mesi.

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