Finalmente il 19 settembre è arrivato. Da ieri infatti è scoccato il “tax free day” e le piccole imprese bolognesi hanno iniziato a lavorare per se stesse, dopo che per oltre otto mesi la loro attività è servita a pagare le tasse 2016, pari al 71,9% del loro reddito. Lo dice la ricerca realizzata qualche mese fa dall’Osservatorio permanente di Cna nazionale sulla tassazione della piccola impresa in Italia. Dall’analisi risulta che Bologna, oltre ad essere seconda in Italia per pressione sulle piccole imprese, è seconda anche nella altrettanto poco allegra classifica del “tax free day”, ovvero il giorno dell’anno in cui si smette di pagare le tasse: a Bologna scocca il 19 settembre, battuta sempre da Reggio Calabria (24 settembre), la media in Italia è il 10 agosto.

Il calcolo è stato realizzato dall’Osservatorio permanente della Cna Nazionale, curato dal Centro Studi Cna e dal Dipartimento politiche fiscali, che ha creato una simulazione riferita ad una imprese manifatturiera rappresentativa del tessuto economico italiano (un’azienda individuale con quattro operai e un impiegato, laboratorio di 250 metri quadrati, spazio vendita di 175 metri quadrati, relativi macchinari e arredamenti ed un automezzo).

Bologna anche nel 2016, come già l’anno scorso si è confermata la seconda città in Italia per pressione fiscale sulle piccole imprese, il 71,9% se ne va in tasse (lo scorso anno era il 72,9%). Dal 2011 al 2016 la pressione fiscale sui piccoli a Bologna è cresciuta del 7,3% (lo scorso anno il dato parlava del +8,4%), focalizzandoci sulle tasse locali dal 2011 al 2016 queste sono salite del 2,8% (lo scorso anno il dato era +5,2%). Se si confronta il 2016 con l’anno scorso per le tasse locali è avvenuta un’inversione di tendenza, con una lieve diminuzione del -0,1%.

“Una piccola inversione di tendenza è avvenuta – commenta Cinzia Barbieri Direttore Generale Cna Bologna – ma è ancora troppo poco. Quando più di due terzi del reddito di una piccola impresa se ne va in tasse, come si può pensare che l’azienda possa stare sul mercato alle stesse condizioni delle concorrenti, siano esse italiane o straniere?”.

“Oltre all’Imu e alla Tasi il cui prelievo a Bologna è penalizzato dal fatto che il valore catastale degli immobili è molto più alto del valore di mercato, una delle tasse più criticate dalle imprese bolognesi è la Tari – aggiunge Barbieri – in particolare quando viene riscossa su imprese che producono rifiuti speciali che vengono smaltiti a spese loro. Le nostre imprese si lamentano tantissimo perché pagano cifre importanti pur smaltendo in proprio. Cna sostiene da tempo che la Tari non dovrebbe essere dovuta per le aree operative e i magazzini dove si producono rifiuti speciali che si smaltiscono per legge a spese proprie”.

Osservatorio permanente Cna sulla tassazione della piccola impresa in Italia. I dati di Bologna – Pressione fiscale complessiva 2016 sulle piccola impresa, media italiana 60,9%

Reggio Calabria (prima in Italia): 73,2%

Bologna (seconda in Italia): 71,9%

(a Bologna nel 2015 72,9%; nel 2014 75,1%; nel 2013 72,5%%; nel 2011 64,6%).

Differenza a Bologna tra 2011-2016: +7,3%

Tax free day: il giorno in cui la piccola impresa smette di pagare le tasse e comincia a guadagnare, media italiana il 10 agosto

Reggio Calabria (prima in Italia): dal 24 settembre

Bologna (seconda in Italia): dal 19 settembre

(a Bologna nel 2015 dal 22 settembre; nel 2014 dal 29 settembre; nel 2013 dal 23 settembre; nel 2012 dal 30 settembre; nel 2011 dal 25 agosto)

Differenza a Bologna tra 2011-2016: +24 giorni

Quanto paga una piccola impresa bolognese (impresa tipo 5 dipendenti, 430.000 euro di ricavi)

2016

Imu e Tasi 10.730 euro; Tari 1.736 euro; Irap 2.418 euro; previdenza 10.506 euro; Irpef 9.611 euro; add. Regionale Irpef 675 euro; add. comunale Irpef 280 euro

2015

Imu e Tasi 10.730 euro; Tari 1.736 euro; Irap 2.516 euro; previdenza 10.303 euro; Irpef 9.678 euro; add. Regionale Irpef 678 euro; add. comunale Irpef 281 euro

2014

Imu e Tasi 10.730 euro; Tari 2.930 euro; Irap 5.636 euro; previdenza 9.072 euro; Irpef 8.389 euro; add. Regionale Irpef 549 euro; add. comunale Irpef 222 euro

2011

Imu e Tasi 4.787 euro; Tari 2.574 euro; Irap 6.240 euro; previdenza 8.549 euro; Irpef 9.300 euro; add. Regionale Irpef 591 euro; add. comunale Irpef 239 euro