Gli stabilimenti balneari della Toscana saranno “plastic free” da questa estate, anticipando di due anni la direttiva europea. La regione ha firmato con CNA Balneatori Toscana e altre associazioni di imprese e Anci Toscana il protocollo d’intesa che mette al bando la plastica usa e getta. Da questa estate nei novecento stabilimenti della costa toscana posate, piatti, cannucce, tazze e bicchieri dovranno essere di materiale compostabile, come quelli derivanti dal mais. I locali che avevano già acquistato i materiali in plastica potranno tuttavia utilizzarli fino ad esaurimento delle scorte.

“Il protocollo che abbiamo sottoscritto – ha commentato il presidente della Regione Enrico Rossi – rappresenta un impegno concreto per mantenere e anzi migliorare la qualità delle nostre spiagge e del nostro mare. Un impegno proposto dalla Regione e che ha avuto subito l’adesione entusiastica dei balneari, che voglio ringraziare. Evidentemente c’è una volontà condivisa di tenere sempre più pulite le nostre spiagge e il nostro mare, liberandoli dalla plastica”.

“Il protocollo è arrivato al termine di un percorso largamente condiviso con la Regione – dichiara il portavoce di CNA Balneatori Toscana Lorenzo Marchetti – c’è stata una perfetta sintonia sui principi e sugli obiettivi”.

Il documento sottoscritto potrà aprirsi a ulteriori sviluppi e diventare una best practice. La prossima evoluzione – ha spiegato l’assessore Vittorio Bugli – può essere quella relativa alle bottiglie di plastica che secondo le norme europee devono essere recuperate, ipotizzando l’uso nelle spiagge di ecocompattatori.

Oltre al problema della plastica, c’è anche quello del fumo e delle sigarette.  Sullo stop al fumo in spiaggia, il portavoce di CNA Balneatori Toscana ricorda che già dallo scorso anno  in molti bagni della Versilia e della costa apuana è adottato il divieto. “Insieme allo stop all’utilizzo delle stoviglie in plastica – afferma Lorenzo Marchetti – vorremmo cominciare ad applicare misure e lanciare una campagna di sensibilizzazione per limitare il fumo in spiaggia. E’ un’operazione di civiltà per far comprendere l’importanza della tutela dell’ambiente marino”.